• domenica , 19 novembre 2017

Un mondo di cartapesta

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Non è un caso che in Italia Berlusconi, dopo quattro governi e una mortificazione giudiziaria che non ha eguali nel mondo d’Occidente, sia considerato ancora un leader, almeno per la destra italiana, certamente.

ascolta

 

Invece, i progressisti, tifosi d’Europa e della globalizzazione, coloro che hanno abdicato i temi sociali per guardare oltre confine, sono stati scippati di quei temi propri alla sinistra e ora cavalcati, come in un rodeo, dai populisti che dilagano a macchia d’olio nell’Unione e nel mondo.

I democratici hanno pensato che per aiutare i poveri i ricchi dovessero diventare più ricchi e si sono schierati come un esercito di soldatini di piombo al servizio dei miliardari. Per certi versi, hanno avuto ragione perché grazie a questa operazione ben oltre 1 MLD di persone oggi non muore più di fame.

Sotto il profilo della carità cristiana a questa politica va un grande applauso, ma il mondo d’Occidente ha impoverito il ceto medio per portare a termine questa operazione, e ha punito ferocemente la classe operaia, chiedendo a lei, e solo a lei, di farsi carico del sacrificio.

In breve sostanza i progressisti si sono prima incassati le parcelle di mediazione e poi hanno benedetto la spartizione del bottino tra i poverissimi e i ricchissimi del Pianeta. E adesso cosa fanno? Beh, soprattutto gli intellettuali italiani, si sono ritirati a Capalbio, nei casali di campagna di Umbria e Toscana, anche se da un po’ di tempo in molti sembrano gradire l’atmosfera dei trulli pugliesi.

Renzi ha tentato con tutte le sue forze di svoltare a destra per riconquistare la sinistra, ma in questo bisticcio di ruoli non è stato compreso dalla plebaglia o magari ha anticipato i tempi; fatto sta che lo scettro del leader lo ha perso con il referendum del 4 dicembre.

In questa commedia tutta italiana, l’unica strada rimasta per i progressisti che non progrediscono è quella di un vecchio modello rivisitato da Massimiliano Cencelli, stile pentapartito degli anni Settanta: con Berlusconi allenatore della nuova squadra di Governo, che consentirà a Renzi di indossare la maglia numero 10.

E il Movimento 5 Stelle? Beh, certo, potrebbe sovvertire la predizione, ma alle prossime elezioni politiche deve conquistare la maggioranza delle due camere per sbugiardare Cassandra, ci riuscirà? Non ne ho idea, certo è che in questo particolare momento viviamo un mondo di cartapesta dove tutto è possibile.

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