• mercoledì , 17 gennaio 2018

Fare politica è una opportunità per campare

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Più o meno, sono cinquantamila le firme che bisogna raccogliere in un mese per presentarsi alle prossime elezioni politiche con la nuova legge elettorale, lo dice il magnate “rosatellum” che, da magnate, appunto, è abituato ai grandi numeri e all’abbondanza di ogni cosa; insomma, è un signore al quale non mancano i mezzi per vivere!

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Infatti, occorrono 750 firme per ogni candidato dei 63 collegi del Paese, e fatti due conti significa che ad un movimento politico, non presente in Parlamento, allo scoccare della primavera occorreranno 50.000 firme. Ora, in questo labirinto di regolamenti fatto apposta per i politici scienziati, è possibile presentarsi in una sola Regione o addirittura un singolo collegio?

“Non ho amici o parenti scienziati, c’è qualcuno che mi può aiutare a capire?”, è con queste parole che stamattina si è rivolto a noi un cittadino disoccupato, il quale ha pensato che in questo momento di crisi forse può costruire il suo futuro in politica.

Un lettore del Journal gli ha eccepito che ci vogliono un sacco di soldi, perché fare l’imprenditore politico è una cosa che si possono permettere solo i ricchi o gli amici dei banchieri, ma la contro risposta del signore cassa integrato è stata che “lui ha solo i soldi del libretto postale della nonna da investire”, ecco perché vuole sapere se ci si può presentare in un solo collegio!

Dalla curiosa richiesta del disoccupato capiamo che fare politica, nell’immaginario collettivo, non c’entra più nulla con il “bene comune”, ma sembra sia diventato un normale investimento, una attività come un’altra per campare e tirare la giornata.

Nessuna sorpresa, per carità! Infatti, se solo pensiamo che in Italia oggi (dati ISTAT) sono attualmente circa 3.000.000 i cittadini che vivono di politica, di cosa ci meravigliamo!

D’altronde, da sempre si prende il lavoro dove c’è, non è che lo si può inventare (il lavoro). La nostra unica, piccola preoccupazione è capire se una democrazia comperata dai potenti dell’economia, della finanza e dei banchieri ci garantirà la stessa libertà di prima? Capiamo che la nostra è una riflessione fuori luogo perché siamo in Italia e, oltretutto, in Occidente, ma come diceva Giulio Andreotti: “pensare male è peccato, però spesso ci si azzecca”!

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