• mercoledì , 13 dicembre 2017

La politica e i tempi delle parole incomprensibili

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La comunicazione tra uomo e uomo ha superato ogni barriera, nel senso che le persone pur avendo opinioni diverse riescono a raccontare il loro dissenso o approvazione ad ogni proposta presentata.

La democrazia, dopo tempi biblici, è riuscita a stabilire una regola tanto semplice quanto complicata nei paesi d’Occidente e d’Oriente: la maggioranza dei consensi (un uomo, un voto) conquistati in libertà, avrà l’onere e l’onore di portare avanti il suo progetto nell’interesse dell’intera comunità.

Un cambiamento radicale rispetto ai millenni precedenti, che hanno visto uomini confrontarsi con altri uomini per avere la meglio nella sfida delle parole, che gli avrebbero permesso di governare la politica di uno Stato. Capite che dopo un’era che aveva visto comandare la spada, questa è stata una vera rivoluzione!

Il punto è che ora le parole, che una volta erano pronunciate da pochi uomini, oggi sono espresse da molti uomini e non si possono più misurare nella quantità; se poi pensiamo alla velocità della comunicazione che viviamo, quelle stesse parole si sono moltiplicate a dismisura fino a diventare impossibili da controllare.

In questo periodo, capire dove stia la fregatura è molto più complicato di prima e non solo, comprendere quali sono le parole giuste per te è diventata davvero un’impresa titanica – che non è nelle possibilità dell’uomo mortale. Nella discarica delle parole ci finisce di tutto, andarle a recuperare è impensabile e rammentare quelle opportune da quelle inopportune è un compito impossibile.

Così, ci lasciamo andare ad ascoltare le parole del momento nella speranza di aver sentito quelle giuste, ma è un po’ come dare fiducia ad una voce sussurrata dentro una discoteca che suona musica assordante.

Uno spreco di parole che non risponde più alle esigenze dell’origine dei tempi, quelle (parole) che hanno sfondato le barriere della comprensione; oggi, per contro, l’eccesso di espressione ha generato così tanta confusione, che sono sempre di più gli uomini che desiderano eremitare da una politica “gambero” che vive i tempi delle parole incomprensibili.

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