La “pesca” della nuova legge elettorale

 

Chi l’avrebbe detto, che perdere la sfida dell’uninominale significava anche poter aprire il paracadute e strappare ancora un seggio in Parlamento? E così é successo!

Perché con la nuova legge elettorale Rosatellum 2.0, se nei collegi uninominali passa solo chi vince la sfida con gli altri candidati, nei collegi plurinominali vengono eletti chi ha raggiunto più voti dalle liste  sul piano nazionale; questo consente a chi é presente anche nei collegi plurinominali di godere del paracadute, ossia di una nuova possibilità di avere un posto in parlamento. Generalmente se un partito tiene ad un candidato, gli fornisce anche il paracadute.

Ecco allora riapparire facce già note che nonostante le sconfitte nei collegi uninominali, entreranno lo stesso in Parlamento grazie al “paracadute” proporzionale. Una legge con l’ancora di salvezza grazie al proporzionale.

Ed ecco che sono scesi da paracadute, figure big come Grasso, Bersani, Pinotti, Minniti, ma anche la perdente Boldrini, candidata al collegio uninominale di Milano, dove aveva ottenuto solo il 4,6% delle preferenze.

Una pesca piuttosto abbondante nel mare italiano, dove troviamo ancora l’ex Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, la Ministra della Difesa Roberta Orlando, l’avvocatessa Lucia Annibali, ma anche Matteo Orfini e Debora Serracchiani. Tutti bocciati nelle sfide dei collegi uninominali e ripescati  in virtù delle candidature nei collegi plurinominali.

Ed ecco anche altri candidati a beneficiare di questa particolare legge, De Falco, Biancofiore, Sgarbi che aveva perso nella sfida con Di Maio ad Acerra e ripescato in Emilia dove era capolista nel collegio Ferrara-Modena.

Ma c’é anche chi era candidato sia nei collegio uninominale che  presente nei listini proporzionali, é successo ad esempio a Massimo D’Alema e a Dino Giarrusso, entrambi sconfitti nei rispettivi collegi, e che quindi non entreranno in Parlamento.

Insomma la storia continua, siamo ancora in alto mare.