• mercoledì , 17 gennaio 2018

Fantapolitica, ma non troppo!

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Lo scontro politico si va delineando, così come l’accordo segreto, nome in codice “Pulcinella”, tra il Partito Democratico di Matteo Renzi e Forza Italia di Silvio Berlusconi, ma chi sono i veri competitori che possono contrastare questo accordo segreto, pronto a rivelarsi al grande pubblico come una star di Hollywood dopo il voto di primavera?

È noto che il Movimento 5 Stelle è il primo partito italiano ormai da molto tempo, così come è altrettanto noto che per governare occorre una maggioranza parlamentare più che solida, soprattutto in questo momento di crisi che si protrarrà per lungo tempo, dove più che mai è indispensabile una mano ben ferma per guidare il Paese. Tutto ciò è impossibile per il giovane movimento, a meno di un rigurgito sociale che porterebbe l’elettore a rompere gli argini e inondare di voti i 5 Stelle.

Oppure? Beh, sempre per seguire l’idea del titolo “Fantapolitica, ma non troppo!”, pensiamo che la recente formazione “Liberi e Uguali”, guidata da Pietro Grasso, sia un po’ come le giacche blu dei film western per i grillini (arrivano i nostri!); questo non tanto per l’apporto di voti, ma sarebbe importante per dare l’idea di quella solidità istituzionale che tranquillizzerebbe la comunità internazionale e i mercati.

Insomma, l’indiscussa esperienza dei vecchi saggi (vedi le cariche ricoperte da molti di loro) bilancerebbe la fresca esuberanza politica dei pentastellati.

Poi, se i numeri lo consentiranno, l’eventuale nomina a Primo Ministro del Presidente del Senato, appositamente eletto leader di “Liberi e Uguali” a tale scopo, permetterebbe una navigazione sicura e lunga vita ai 5 Stelle.

Però, perché questa favola possa trovare ascolto tra gli elettori, si deve prendere coscienza che sono un numero ragguardevole i cittadini che vedono in Berlusconi la speranza di comperarsi un piccolo jet, e in Renzi quel bancomat sociale che gli riempie le tasche di bonus dai nomi più fantasiosi senza fare un cazzo: il più noto sindaco di Napoli Lauro, che negli anni 50 prometteva ai partenopei una scarpa prima e una dopo le elezioni, docet!

Certo, la copia jet/bonus è temibile, ma anche la voglia di guardare al 2050 piuttosto che al 1950 è forte!

Il Journal ritiene che la politica per prima debba fare il possibile perché i cittadini italiani possano lavorare come cita il primo degli articoli della nostra Costituzione “Una Repubblica fondata sul lavoro”; che peraltro vide i Padri Costituenti confrontarsi sulla possibilità di scrivere “Repubblica fondata dai lavoratori”, poi si scelse la prima.

Infine, ma l’Art. 4 non cita che “La repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto” e che “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società”?

Altro che iscriversi negli elenchi dei disperati per prendere la tessera da morto di fame!

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