E se fossero più abili dei gattopardi, Salvini e Di Maio! 

Mentre in Italia e in Europa ci facciamo un sacco di seghe mentali, analizzando il “contratto” delle buone intenzioni stipulato da Lega e 5 Stelle, i nostri eroi mirano ad avere dal Presidente Mattarella l’incarico per presentarsi in Parlamento con una parata di ministri da fare invidia alle guardie svizzere. Poi, guidati da un Capo dell’esecutivo bono bono, mireranno ad essere sfiduciati e tornare al voto. Caspita, per non sarebbe una grande genialata?

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Facendo mancare un solo voto al Senato, si andrebbe a votare in autunno e Di Maio e Salvini gestirebbero crisi di Governo e voto nientemeno che da palazzo Ghigi!

E tanto per non farsi mancare nulla, giacché il Governo sarebbe sì sfiduciato ma rimarrebbe in carica per l’ordinaria amministrazione potrebbero, come ciliegina sulla torta (frase cara a Salvini), varare un Decreto legge che tolga il vitalizio.

Accidenti… pensate all’effetto che avrebbe sull’elettore!

“Basta poco – “che ce vo’?!” aggiungerebbe Giobbe Covatta – per incendiare gli animi dei facinorosi impoveriti (5milioni secondo l’Istat) e di quelli in odore di povertà (7,5milioni). Se poi ci aggiungiamo parenti, amici e simpatizzanti facciamo presto a superare d’un balzo i 20milioni di elettori…e poi, che famo?

Mi pongo la domanda perché c’è una sorta di accelerazione tra i “saputi” del Paese con la pancia piena e la erre rigorosamente moscia, i quali sostengono che sarebbe un disastro per l’Italia se mai si dovesse realizzare uno solo dei punti del contratto stipulato tra Lega e Movimento 5 Stelle.

Ma a lorsignori, i poveri e gli impoveriti, cosa volete che importi? Non hanno nulla da perdere dell’eventuale caos conseguente! Almeno, così possono divertirsi: allo “sfascio tutto!”. È il nuovo gioco in gran voga tra i disperati!

Il Capo politico di m5s e Segretario della Lega che da anni girano l’Italia in lungo e in largo, evitando accuratamente grandi imprese e banchieri e preferendo botteghe, piccoli esercizi, mercati e le periferie delle grandi città…quindi sanno molto bene come stanno le cose, e possono davvero aspirare a superare entrambi la soglia del 40%, che permetterebbe ad uno dei due di guidare incontrastato il Paese per i prossimi cinque anni.

Perché mai dovrebbero farsi fottere dai gattopardi con una maggioranza al Senato di soli sei senatori, che sarebbe una spada di Damocle pronta a troncargli la testa ad ogni provvedimento?!

Certo che se i gattopardi venissero battuti sul loro stesso terreno da Luigi e Matteo, la prossima volta sarebbero molti di più i simpatizzanti che si inchinerebbero non solo al cambiamento, ma anche ad una abilità politica d’altri tempi.