• mercoledì , 17 gennaio 2018

Una rivoluzione per difendere la casa

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Le banche agonizzanti, rimarranno agonizzanti, in quanto i banchieri se ne fregano di riportare gli istituti di credito alla redditività: tanto, hanno capito che paga pantalone! E poi, i banchieri, come nella trama del film di Monicelli “I soliti ignoti”, sono indaffarati a preparare il furto del secolo, solo che questa volta non si tratta di quella pasta e ceci che Capannelle trova nel frigo della casa dove erano finiti per sbaglio, ma di rubarla mattone dopo mattone: la casa.

Milioni di abitazioni che erano state chieste a garanzia di prestiti, anche per l’acquisto delle famigerate azioni, che hanno messo sul lastrico centinaia di migliaia di risparmiatori.

Si tratta dell’esproprio forzoso più grande di sempre. Infatti, i banchieri, a differenza dei rivoltosi sognatori degli anni Settanta e Ottanta che lottavano per l’esproprio proletario, stanno portando a compimento l’esproprio planetario. Sono così tante le abitazioni che porteranno via alla nostra classe operaia le Società Avvoltoio, che ne avranno da vendere anche agli extracomunitari, per quanto le hanno pagate quasi nulla.

Immensi stock di case comperate l’una per l’altra a un decimo del loro valore. I nostri ricordi più cari, e quel tetto che avevamo costruito per una vecchiaia serena, venduti all’asta al maggior offerente, dove peraltro gli espropriati non possono partecipare, perché l’immenso bottino è stato già destinato a far diventare schifosamente più ricchi quei banchieri usurai che avevano fatto pignorare le nostre abitazioni con l’inganno.

I proletari intellettuali gli espropri li hanno sempre sognati, gli usurai senza aver letto un libro li hanno fatti davvero. Possibile che il popolo è così prostrato da farsi portare via tutto e finire a elemosinare i bonus che gli permette di diventare titolare della tessera che dà diritto alla pasta e al pane, però ti marchia come un morto di fame, senza reagire?
Questo dopo aver lavorato sodo, comperato il frigo, la televisione, una piccola utilitaria e la tanto agognata casa per farsi portare via tutto in un colpo solo. Nessuno lotta per la propria dignità? Eppure mi pare evidente, e per certi versi perfino riconosciuta dalla Commissione parlamentare d’Inchiesta, la vergognosa truffa con cui sono stati scientemente espropriati di ogni bene i risparmiatori italiani.
Ma lasciando nel cassetto i sogni rivoluzionari che avevamo da ragazzi, cosa possiamo fare per riconquistare i nostri beni finiti nel pantano dei crediti deteriorati?

Beh, eliminata l’urgenza dell’esproprio forzoso il debito potrebbe essere negoziato con lo stesso debitore con enormi risparmi amministrativi e giudiziari. Peraltro esiste già una legge che permette di negoziare i debiti generati dal deterioramento del credito, e allora perché non attuare le procedure con un “soggetto” formato da risparmiatori e azionisti costituito ad hoc?

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