• domenica , 19 novembre 2017

©DecretoSalvaAzionisti, per restituire il futuro

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Questa sera in Veneto, con il Manifesto di orizzonti sociali, presenteremo il progetto ©DecretoSalvaAzionisti

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Quello che abbiamo anticipato nei giorni scorsi è un breve excursus sulla storia di banchieri e faccendieri che hanno messo sotto scacco l’Italia dagli anni Settanta ad oggi. Dalle complicate trame oscure e criminali che hanno riguardato le vicende dell’Ambrosiano di Calvi e del caso Sindona fino alle ultime vicissitudini delle banche Venete e del “caso Visco”, passando per la storia del governatore di bankitalia Fazio e dei “furbetti del quartierino”.
Cosa è cambiato nel corso degli anni? – è la domanda che salta in mente, leggendo queste tre storie, molto diverse l’una dall’altra.

La risposta sarà il lettore a darla. A noi sembra che apparentemente sia cambiato tutto, ma di fatto nulla.

L’era dell’alta finanza, intrecciata con intrighi e trame oscure,composte da finanziamenti illeciti a organizzazioni criminali, gruppi eversivi in Italia e in America Latina, mafia e logge massoniche, sembrerebbe essere definitivamente tramontata. Tutto ciò ha lasciato il posto a una finanza che opera più o meno nella legalità, non già perché sia meno “avida” e “criminale”, bensì perché sono proprio questi tratti distintivi a essere stati legalizzati o a venire legittimati.

Ne deriva che quelle figure di banchieri briganti come Calvi e Sindona non esistono più; si sono evolute in squallidi personaggi corrotti, cafoni arricchiti, rubagalline di cui, oggi, i personaggi che ruotano attorno alle vicende di Visco sono espressione.
Siamo passati, in breve tempo, da personaggi come il capo della Spectre di James Bond a Totò che cerca di vendere la fontana di Trevi a Peppino o a Mastroianni che, ne “I soliti ignoti”, cerca in maniera rocambolesca di rubare una macchina fotografica ma non ci riesce.

Si dirà, come per il rimpianto verso i politici d’un tempo – i vari Pertini, Berlinguer, Fanfani, Almirante -, non esistono più i faccendieri di una volta!
Vero, in parte. Per altri versi è vero che è l’intreccio tra finanza, politica e affari più o meno illeciti è il cuore del potere finanziario contemporaneo, al punto che siamo arrivati a rendere legittimi operazioni che un tempo non potevano essere chiamati in altro modo se non furti.

Cos’è il Bail-in se non un furto legalizzato? E il decreto salva-banche che cancella, d’un sol colpo, il valore di azioni e obbligazioni rendendoli carta-straccia?
Persino la bancarotta fraudolenta è meno grave di uno scontrino non battuto!
Quale eccelsa mente criminale potrà mai spiccare in un contesto in cui i “furbetti” sono usciti tutti fuori dal “quartierino” e hanno preso possesso di intere città?

Ne “I soliti ignoti” Capannelle chiedeva a un ragazzino: ” – Dimmi un po’ ragassolo, tu conosci un certo Mario che abita qua intorno? – Qui de Mario ce ne so’ cento. – Oh sì va bene, ma questo l’è uno che ruba… – Sempre cento so’. ”

Ecco questo è l’acquario in cui gli squali della finanza si muovono… squali? Quelli di un tempo forse… oggi, se riesce bene il colpo, al massimo rubano qualche obbligazione, come i soliti ignoti rubavano pasta e ceci. E allora, cosa resta da fare? Rassegnarsi?
Mai!

Con quanta facilità e quanta prontezza i nostri governanti si affrettano a mettere a posto situazioni di bancarotte e scandali bancari? I Decreti Salva-banche degli ultimi anni sono stati pensati ad hoc, legiferati e votati in fretta e in furia, per risolvere i disastri compiuti dalle quattro banche del Centro Italia prima e dalle due banche venete poi. Decreti, questi, che hanno gettato sul lastrico migliaia di risparmiatori e azionisti, mentre hanno salvato il sedere di amministratori delegati e dirigenti, prontamente riciclati in altri consigli di amministrazione.

Con quanta disattenzione e approssimazione ha agito la Vigilanza di Bankitalia, sul cui governatore Visco pesa l’indagine, poi successivamente archiviata, sul commissariamento e vendita della Banca popolare di Spoleto? Una disattenzione su cui è calato il silenzio, almeno fino a quando l’azione di Bankitalia non ha toccato gli interessi del padre di un Ministro.

Ecco, allora, che la nostra rassegnazione deve cedere il posto all’indignazione.

Con la stessa tempestività con la quale si è legiferato il Decreto Salva Banche è necessario che sia istituito un ©DecretoSalvaAzionisti, volto a tutelare i risparmiatori e rimborsare tour court gli azionisti che a causa delle banche “truffaldine” oggi si ritrovano col sedere a terra perché sono stati derubati del presente e soltanto un ©DecretoSalvaAzionisti potrà restituire loro almeno il futuro.

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One Comment

  1. Dario Ferraro
    2017-11-11 at 4:56 PM Rispondi

    Egr. Dott. Santoro,
    mi congratulo con Lei per la brillante ed encomiabile iniziativa. Un caro saluto.
    Dario Ferraro