• mercoledì , 13 dicembre 2017

Caciara istituzionale per sviare gli azionisti delle banche

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“La buttano in caciara…”, è così che si esprimeva Marco Pannella per dire che la confusione in politica è creata ad arte per spostare i riflettori dal problema contingente: in questo caso ci riferiamo alla contesa che vede contrapposte le banche agli azionisti espropriati con l’inganno dei loro risparmi.

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Questo argomento vitale che infiamma gli animi dei risparmiatori italiani da qualche anno, è ormai giunto al capolinea, nel senso che la politica, dopo tante vane promesse, e non sapendo più a chi Santo rivolgersi, ora deve dare una risposta ai tanti azionisti e risparmiatori truffati da alcuni istituti di credito.

I Partiti che fanno capo al Governo, non avendo risposte e tantomeno giustificazioni credibili, ecco che si inventano uno scontro titanico tra I’Istituzione della Banca d’Italia e la coalizione che sostiene la maggioranza assoluta della Camera: oltre ad una flotta composta dai due presidenti dei rami del Parlamento, il presidente del Consiglio e la corazzata del partito Democratico.

Tutte queste forze messe insieme, non hanno prodotto nessun risultato a favore degli azionisti ingannati; mentre hanno deliberato due Decreti Salva Banche a spese dei contribuenti per svariate decine di miliardi: allo scopo di aiutare gli istituti di credito accusati dai loro stessi azionisti di averli “truffati”.

La situazione non è certo delle migliori per il segretario del PD, peraltro già inquilino a Palazzo Ghigi per tre anni: prima ancora c’era stato il suo compagno di partito Enrico Letta e dopo di lui, ancora in carica, l’altro compagno di partito, Paolo Gentiloni.

Non potendo più aggrapparsi sugli specchi, avendo per giunta le mani scivolose, ecco combinata la “caciara” citata da Marco Pannella per buttare falsi bersagli e distogliere l’opinione pubblica, e gli azionisti, dai problemi contingenti che vedono: 5milioni di italiani vivere sotto la soglia di povertà, il 10% dei giovani diventati indigenti, il 30% delle piccole aziende fallite e un lavoro sempre più precario e mal retribuito; oltre a qualche milione di cittadini del Bel Paese che non possono più permettersi neanche le cure mediche.

Ci mancava di chiudere gli occhi davanti ad alcuni banchieri che hanno fatto sparire parecchie decine di miliardi dalle tasche dei risparmiatori, – attraverso la vendita di azioni “truffa” -, per mettere definitamente sul lastrico la fiducia e la speranza: senza parlare delle disastrose conseguenze economiche provocate alle famiglie.

A questo punto non potevano inventarsi altro che una “caciara” Istituzionale al fine di rimpallarsi le responsabilità; ma chi è diventato indigente per colpa di amministratori di banca privi di scrupoli, certo non si farà illudere ancora una volta dalle parole, e allo scoccare della primavera se ne ricorderà in cabina elettorale.

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