Avanti popolo alla riscossa, cantavano gli ultimi

 

Una sinistra legata ai banchieri e alle multinazionali sta spalancato la strada al fascismo. Sono molti gli episodi che vengono tenuti goffamente nascosti sotto il tappeto e la storia si sta ripetendo drammaticamente in tutta Europa, così come per paradosso era successo con l’appoggio dei grandi proprietari terrieri e industriali a Mussolini e la nobiltà tedesca messa al comando della Wehrmacht da Hitler.

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Possibile che la storia ci presenta sempre due tendenze dei movimenti popolari (e del socialismo) opposte? Da una parte un moto popolare che reclama giustizia sociale, libertà e uguaglianza contro chi sfrutta, chi opprime, chi detiene il potere. E’ la “storia dei popoli” che fanno la rivoluzione: una narrazione che inizia nella modernità con la rivoluzione francese, fino agli ultimi imitatori delle lotte moderne che furono i movimenti no-global. Dall’altra, un fratello gemello di questi moti che si caratterizza per una pulsione reazionaria, anti-borghese ma al tempo stesso sprezzante di chi sta peggio e amante dell’ordine. E’ la storia dei contadini che sostenerono Luigi Bonaparte dopo il ’48, del popolo papalino contro i patrioti risorgimentali e, naturalmente, del fascismo e del consenso attorno a un “socialista anomalo” come Mussolini.
Questi ultimi, che potremmo chiamare “movimenti (di pancia) popolari”, nella storia hanno sbandato a destra, perseguendo una scellerata intesa con i poteri forti. Come un toro daltonico che non riesce a distinguere il “rosso” dal “nero” (ed è il caso di dirlo), hanno creduto che per lottare contro le ingiustizie del sistema (disoccupazione, disuguaglianze, povertà, diritti negati) occorresse allearsi con alcuni poteri forti del sistema, ma apparentemente e ipocritamente “contro”, per rimettere le cose a posto. Siamo sempre alla metafora dello stolto che guarda il dito, anziché la luna: quando un sistema entra in crisi e la forza di un movimento popolare non è capace di proporne un altro, ci si rivolge a chi è capace di riportare ordine e sicurezza a un sistema in decadenza.
Ecco quindi che, dal fallimento delle istanze socialistiche di libertà e uguaglianza, nasce una pulsione popolare che comincia a desiderare ordine, sicurezza e volontà di potenza. Da qui, come storicamente è successo, all’autoritarismo e alla repressione/negazione dei diritti il passo è breve: in nome dell’ordine e del desiderio di potenza e sicurezza, sono nate leggi razziali e si è scatenata una Guerra mondiale in cui sono morti 60 milioni di uomini (54 milioni per l’esattezza, di cui 30 milioni civili).
Per tornare ad oggi, il lavoro clandestino è padrone del territorio, la miseria si è affacciata in molte case e tutto ciò non ha nulla a che vedere con i migranti. Ormai gli italiani sono diventati migranti a casa loro! Pensiamo solo a quanti insegnanti sono costretti ad affrontare viaggi di 6/7 ore al giorno per raggiungere la loro scuola per poter lavorare: precari in attesa di passare di ruolo e avvicinarsi a casa.
Il mio è solo un esempio tra tanti per non tediare il lettore che conosce perfettamente la situazione; poi, per carità, le nostre esportazioni sono certamente un vanto per crescita e qualità dell’Italia, ma non danno da mangiare a 60 milioni di italiani che non hanno bisogno del reddito di cittadinanza, ma di lavorare. E per lavorare la macchina del credito deve rimettersi in moto alla velocità della luce.
Altrimenti, dopo tanti sacrifici, rischiamo di crollare sul traguardo come il maratoneta Dorando Pietri, lo sconfitto più celebre del Novecento che venne squalificato alla maratona di Londra del 1908.
Ci vorrebbe quel socialismo di cui soprattutto oggi ci sarebbe tanto bisogno in una Europa che, dai risultati ultimi delle ultime competizioni elettorali, sembra non crederci più. Eppure, da noi, il nostro Partito socialista aveva avuto un’ottima intuizione: se avesse perseguito con più determinazione l’argomento banche (che per primo aveva fatto suo a partire dal 2014) e aiutato con più efficacia i cittadini sofferenti per responsabilità degli istituti di credito avrebbe guadagnato consensi.
Sono oltre 500mila gli azionisti delle sole banche popolari ingannati da alcune banche. Il che ci porta a pensare che parenti amici e famiglie potevano essere un serbatoio di voti che avrebbero condotto d’un balzo il Partito socialista ad un risultato importante, rilanciando sul mercato politico la sua nascita a nuova vita. Un progetto che ha visto Lega e Movimento 5 Stelle pronti a raccogliere il testimone lasciato cadere dai socialisti.
Avanti popolo alla riscossa, cantavano gli ultimi, facendo conto su quella onestà intellettuale che aveva contraddistinto la scalata e la successiva conquista di quei diritti dei lavoratori mai come oggi messi in pericolo da una classe dirigente appiattita agli interessi dei banchieri e delle multinazionali. Pronti, come sono, a ridurre sempre i costi, ma mai ad investire nella società che li ospita… come tutti noi! La sinistra ha anche dimenticato che l’unico sentiero che conduce al lavoro si chiama investimento e credito.