• mercoledì , 13 dicembre 2017

Amnistia Finanziaria #20.18

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Il Presidente del Senato, entra in rotta di collisione istituzionale con il segretario del Partito Democratico e si dimette (dal partito). La notizia non poteva altro che fare clamore, se poi ricordiamo le parole di Matteo Renzi contro il Governatore di Bankitalia, che ha ottenuto il lasciapassare definitivo del Colle per la sua riconferma a Palazzo Koch, capiamo l’insolito gesto di Piero Grasso.

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Se osservata in superficie, sembra che la strategia dell’ex presidente del Consiglio sia suicida, invece non è così perché lui avrà bisogno dei consensi degli elettori e non degli uomini delle istituzioni per arrivare primo alla prossima competizione elettorale. Ancora una volta gioca a “Matteo contro tutti”, così come aveva fatto il 4 dicembre ultimo scorso rompendosi la testa e apparentemente la carriera. La competizione elettorale si presenta dura e in salita per tutti i leader, ma per vincerla, in assenza di argomenti programmatici di rilievo, bisogna colpire l’elettore dritto al cuore e le banche sono un ottimo argomento per essere votati. I rapporti con Paolo Gentiloni, attuale inquilino di palazzo Ghigi, sono più che ottimi, mentre il gioco delle parti li fa apparire in affanno, ma se i due amici riusciranno a varare una Amnistia Finanziaria con la stessa velocità con cui hanno deliberato il “Decreto Salva Banche”, ne guadagnerebbero maggior consenso alle elezioni politiche di primavera.

Argomento che tratterò – in qualità di fondatore del Manifesto Orizzonti Sociali -, in occasione di un prossimo incontro pubblico.

 

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