L’Occidente contro l’Impero russo, tutti armati fino ai denti

Ma che interesse ha la Russia ad uccidere, in maniera così plateale, una spia che peraltro aveva consegnato agli Inglesi lei stessa una settimana prima!?
Una riflessione che sorge spontanea all’uomo comune, abituato a vivere lo spionaggio al cinema con Ian Fleming e il suo personaggio più famoso, l’agente 007.

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Utilizzare il gas nervino, quando potevano eliminare l’ex spia russa Sergei Skripal e sua figlia Yulia in maniera più anonima e tradizionale, supera di gran lunga la fantasia e la spettacolarità che eravamo abituati a leggere nelle pagine dei libri di spionaggio.
È vero che le guerre scoppiano per una scintilla, ma questo ci sembra davvero esagerato e a dirla tutta anche un po’ montato per creare il caso che vede il mondo d’Occidente schierato in gran parata contro l’Impero russo; accidenti, sembra davvero un confronto Ottocentesco!
Ma d’altronde, a pensarci bene, tutto sembra in linea con gli interessi di tutte le parti in commedia. Infatti, soprattutto per l’Europa, la Cina è intoccabile perché rappresenta un mercato quasi inesauribile; l’Africa è il poligono di tiro dove i Paesi del primo mondo sperimentano ogni porcheria esplosiva; gli sceicchi arabi sono ricchi e quindi intoccabili; l’America Latina non è l’affare che si pensava. Allora ecco la soluzione, ripiegare sul nemico di sempre che peraltro si presta al gioco: la Russia di Vladimir Putin e i suoi undici fusi orari.
Ora, non ho idea se le cose stanno davvero così: però come diceva Giulio Andreotti a pensare male è peccato, ma spesso ci si azzecca.
Dall’ultima Guerra e anche da prima, il mondo d’Occidente non ha forse prosperato con i fucili puntati verso la steppa russa? È così vero che il 13 agosto del 1961, per difendere la loro privacy, i russi iniziano i lavori per la costruzione di quel muro di Berlino, dove il via vai delle spie ha alimentato la fantasia di scrittori e registi che raccontavano, e raccontano ancora le storie più avvincenti.
Ma a rovinare tutto, ecco che in nome del liberalismo più sfrenato nel 1989 quel Muro venne abbattuto e si aprirono le danze della globalizzazione: siamo all’inizio della fine.
Dopo oltre un quarto di secolo di dissennato consumismo collettivo, che ha ubriacato il mondo e permesso alla finanza di avvelenare i pozzi dell’economia, ecco apparire in maniera inquietante quel gas nervino che a Londra viene spettacolarmente utilizzato per uccidere Sergei Skripal e sua figlia Yulia.
Per questo atto, il Regno Unito e l’intero Occidente accusano la Russia di “giocare col fuoco”, come a voler ricostruire il minaccioso Muro, anche se disponibili al confronto ma col coltello fra i denti.
A noi spettatori, sempre pronti a farci convincere da ogni più bizzarra teoria, non rimane che accomodarci davanti al televisore dotati di pop corn, birra e rutto libero di fantozziana memoria per fare tifo, ora per gli uni, ora per gli altri, e goderci lo spettacolo; perché da sempre, comunque finiscano le cose, i poveracci rimarranno sempre poveracci.