Lo scandalo degli abusi dei volontari delle ONG

Non è un problema di oggi, ma di sempre quello di operatori che approfittano dello stato di prostrazione totale di popolazioni che necessitano degli aiuti internazionali, vedi i disastri naturali nei Paesi poveri o zone di guerra. Oggi, rispetto a ieri, tutto viene documentato e rapidamente diffuso in rete, quindi veniamo a sapere di situazioni solo fino a qualche tempo fa impensabili.

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Credo che l’unica cosa che si possa fare, senza garanzia di certezza, è quella di lasciare gli operatori per un massimo di sei mesi prima di farli rientrare nelle rispettive basi e prepararli alla missione successiva; questo perché l’entusiasmo della crocerossina è fresco, autentico e pieno di buone intenzioni nel partecipare a migliorare il mondo.

Dopo, o subito dopo, l’uomo vive i momenti di delirio di onnipotenza, si sente un Dio perché una sua decisione dispensa vita o morte nelle zone dove la miseria ha ucciso completamente la speranza. Non dico che questo giustifichi comportamenti indicibili, ma certamente ne fanno comprendere quelle dinamiche che spingono l’uomo a vendersi all’altro uomo per una medicina piuttosto che per un bicchiere di latte.

Per giudicare bisogna viverle le cose, e per viverle bisogna partecipare. Sono molti i volontari pronti a partire per le zone dove si concentra la disperazione nel mondo, e molti di loro conoscono già il piacere della gestione del potere, se così non fosse che senso avrebbe quello di mantenere delle postazioni internazionali dopo anni dalla fine di una guerra piuttosto che da un disastro naturale?

Denaro, lavoro e potere, parliamo di quei mali endemici insopportabili, ma di cui la società non può fare a meno, perché sul piatto della bilancia i benefici sono ampiamente più ampi dei soprusi, e vi dirò di più ci sono dei soprusi considerati perfino sopportabili e non cancellabili, in quanto coinvolgono interessi che non si possono contestare, come i farmaci scaduti che vengono scaricati a decine di container in queste zone abitate dagli ultimi del mondo; le stesse comunità scientifiche che inviano uomini per sperimentare su altri uomini tecniche chirurgiche piuttosto che tanto altro.

Derrate alimentari dalle quantità incredibili di cui si liberano le multinazionali della solidarietà dell’ipocrisia dove serpeggia il detto “tanto sono morti, è già molto che mangiano” e per le medicine non ne parliamo neanche su ciò che si racconta; così come si ascoltano giovani medici che tornano entusiasti per aver fatto esperienze impossibili nei rispettivi Paesi di origine.

In tutto questo lo scandalo degli abusi dei volontari delle ONG è considerata poca cosa, anche personalmente penso che il rispetto della dignità umana non abbia eguali nella scala dei valori del mondo, ma è solo una mia visione delle cose.