• mercoledì , 17 gennaio 2018

Gli americani con Trump diventano più ricchi 

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Dopo tante critiche ecco che Donald Trump quasi diventa accettabile e le accuse mosse ai suoi danni, una per una, sembrano perdere di efficacia: almeno questo è quanto sta avvenendo a casa sua, in America.

Certo, i detrattori ci sono, e pure incazzati, solo che non ci sono principi morali che tengano quando si parla di soldi, benessere, ripresa e lavoro.

Ma non era Andreotti che rispondeva “non mi interessa” quando qualcuno lo avvicinava per parlare di principi? Mah, ha detto tante di quelle cose intelligenti che valle a ricordare!

Dunque, il presidente Donald Trump; personalmente non capisco nulla di economia e finanza, ma da quello che ascolto dai telegiornali sembra che l’America sia in netta ripresa, la borsa di New York non è mai stata così in salute e gli americani sono tornati il Paese dalla bandiera  – a Stelle e Strisce – che svetta più alta tra gli Stati del pianeta.

Ora, che sia merito o meno di Trump non importa, diciamo pure che è fortunato, però è così che stanno le cose: da quando Donald siede nello Studio Ovale gli affari degli americani migliorano di giorno in giorno.

Com’è che cita il detto? “meglio nascere fortunati che ricchi”.

Tanto per divagare, mi vengono in mente gli anni di Prodi e Berlusconi, al primo è sempre toccata la ripresa economica e l’elezione dei presidenti della Repubblica, al secondo sempre la recessione e un presidente che lo guardava con poca simpatia.

Ma, a parte la divagazione, ogni presidente americano è stato importante per gli Stati Uniti, soprattutto perché sostenuto da una Nazione che ha sempre fatto quadrato intorno alla figura dell’inquilino della Casa Bianca; il patriottismo, l’inno, la bandiera e l’Istituzione della presidenza in America sono una cosa molto sentita.

Certamente, più che in Italia, dove siamo sempre pronti a criticare, a differenza dei cittadini americani che, senza eccezioni, danno davvero il massimo al loro Paese.

Fosse altro perché tutti i concittadini di Trump, nessuno escluso, sono consapevoli di poter realizzare “il sogno americano”; In Italia, o anche in Italia, se sei un disperato rimani sempre un disperato; ma d’altronde non è mai esistito “un sogno italiano”, e allora perché lamentarsi!

 

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