Francia alla Siria: speriamo che la lezione vi basti!

Speriamo che la lezione sia stata sufficiente; è così che ha esordito il ministro degli Esteri francese a poche ore dal lancio dei missili da crociera Tomahawk, la cosa curiosa è che la Francia sembra non aver partecipato ai bombardamenti, ma tanto per non perdere il vizio di anticipare ogni cosa, brucia nel tempo le dichiarazioni americane e inglesi.

Ascolta

 

D’altronde, non si era comportato allo stesso modo Sarkozy ai tempi della Libia, quando aveva preceduto gli alleati nel cannoneggiare Gheddafi? Solo qualche anno dopo ne abbiamo capito il perché!
Ora, Emmanuel Macron, indossati gli abiti del Re Sole per grazia ricevuta dalla massoneria internazionale che lo ha insediato per scatenare una contro-rivoluzione francese, ceca di recuperare quella visibilità sbiadita dai suoi ultimi due predecessori: Sarkozy, appunto, e Francois Hollande.

Ed ecco che d’improvviso, si ricorda, Macron, di essere il primo cittadino di un impero che ancora possiede le colonie un po’ in tutto il mondo; si ricorda, Macron, di essere una potenza nucleare; si ricorda, Macron, di essere uno dei cinque Paesi che hanno diritto di veto all’Onu. Insomma, Macron, si ricorda di essere tanto importante che nessuno può sfiorare neanche con lo sguardo; accidenti, manco fosse sua maestà imperiale della Cina d’altri tempi.

Ecco, d’altri tempi; è proprio ciò che è rimasto della Francia di Pipino il breve, e breve speriamo sia il Governo di Macron per il bene dei francesi e dell’Europa, perché il desiderio di passare alla storia di un politico ambizioso traversa il sangue del popolo!
E dell’America e della Gran Bretagna non diciamo nulla?

Beh, Teresa May vorrebbe diventare peggio di quello che è, anche se la missione mi sembra piuttosto difficile, mentre Donald Trump ha speso qualche centinaio di missili Tomahawk, per guadagnare più popolarità e affrontare le elezioni di metà mandato del prossimo 6 novembre – con l’idea di ripetere il successo delle presidenziali.