• domenica , 19 novembre 2017

La lunga notte dei “deficienti” urbani

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La scorsa notte, Halloween; tra il trentuno ottobre e il primo novembre cade la notte dei “deficienti urbani”, anche se qualcuno sostiene che la storia inizia nella Roma antica, quella legata alla festa dedicata a Pomora, la dea dei semi e dei frutti, o alla “festa dei defunti”, nota come Parentalia.

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Sulle origini della ricorrenza di Halloween sembrano però in pool position i Celti, secondo cui la festa degli Samhain (fine dell’estate), è testimoniata dal fatto che secondo l’antico calendario celtico, l’inizio dell’anno nuovo era proprio il 31 di ottobre. Altri attribuiscono l’inizio della festa di Halloween il primo novembre, con la festività di Ognissanti.

Comunque sia, a nessuno dei giovani “deficienti” che invadono le strade dei centri urbani delle città italiane frega nulla delle origini, feste o tradizioni; quello a cui sono interessati è l’occasione per delinquere, altro che ragazzate.

Fanno letteralmente esplodere campanelli e cassette della posta, insultano le persone anziane che si affacciano alle finestre e terrorizzano perfino i vigili urbani e la polizia, i quali se ne guardano bene, per poco più di mille euro al mese e magari una denuncia, di allentare una sberla ai “deficienti” urbani. Una cosa che peraltro dovrebbero fare i genitori, i quali in molti casi sono più ignoranti dei loro stessi figli.

Severo? Di più, perché l’educazione civica, la civiltà di un Paese si misura attraverso queste piccole, grandi cose. Se poi pensiamo ai comportamenti delle famiglie nelle scuole, a difesa dei ragazzi che sfiorano l’anticamera della delinquenza, il caso “bullismo” è chiarito; mentre i “deficienti”, sono un mistero!

Il problema italiano, perché è di questo che parliamo oggi e non del mondo, è l’ignoranza delle tante famiglie che dovrebbero essere di esempio ai ragazzi, che colgono l’occasione di una festa per sfogare le loro pericolose intemperanze.

Arrivederci al primo gennaio 2018, quando laconicamente riprenderemo puntualmente la stessa identica discussione dai pronto soccorso degli ospedali, dove i medici si affanneranno a ricucire le ferite di una notte da deficienti.

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