• mercoledì , 17 gennaio 2018

Dell’Italia che cammina non parla nessuno

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C’è una parte del Paese che compete con il mondo da vera protagonista; si tratta di quelle imprese piccole e grandi che esportano, inventano e producono con capacità, fanno profitti, crescono oltre ogni aspettativa, ma di queste eccellenze operose non parla nessuno. 

Tutti parlano, invece, all’altra parte del Paese, quella lamentosa che vuole sfasciare tutto, rimanere a casa ed essere imboccata da mamma Stato. Ed è lì, sempre in attesa di mettersi in fila per un bonus bebè, o tutto quanto gli viene “scodellato” gratuitamente e senza fatica per tirare la giornata: un po’ anche perché non c’è lavoro, e quando c’è è pagato poco o nulla. 

É anche vero che una parte di costoro si sono seduti a forza perché truffati dalle banche, ma ciò non giustifica la protesta a oltranza alimentata da una politica titubante che non prende mai posizione, in quanto vive i sensi di colpa per essere stata complice di quella strategia bancaria che vedeva al centro favoritismi e finanziamenti indotti per le costose campagne elettorali. 

Ora, scoperchiato il vaso di Pandora, vogliono correre ai ripari, ma non fanno l’unica cosa sensata: dare la possibilità alla Banca d’Italia di rimuovere gli amministratori incapaci, come succede negli altri Paesi europei che portiamo ad esempio solo quando ci fa comodo. 

La storia infinita della Banca Romana, dove dalle sue ceneri è nata la Banca d’Italia, si ripete all’infinito. Una volta era il re che usava la banca del regno come un bancomat, esattamente come oggi la politica usa le banche come fossero di loro proprietà.

Ma di quella Italia che vola nel mondo e tiene alto il nostro prestigio non se ne parla, o meglio, non se ne parla abbastanza! Eppure l’emulazione in questo caso sarebbe solo auspicabile, per sollecitare l’orgoglio di quella parte di cittadini oggi in difficoltà. 

Basti pensare che nessuna Nazione al mondo è riuscita ad eguagliarci nella nostra innata creatività, il Made in Italy è il brand più amato, oltre che ambito. Noi italiani dobbiamo ritrovare quella spinta data dall’esempio di quell’Italia che cammina di cui non si parla mai abbastanza: piuttosto che lamentarci conversiamo di questo, e se anche il sentimento dell’invidia fosse uno sprone, che ben venga.

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