• mercoledì , 13 dicembre 2017

Bambini, vittime del gioco perverso dei vecchi

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La descrizione del mondo delle favole scritte dagli adulti per gli adulti mi ha sempre lasciato perplesso; il buonismo che dipinge l’Universo come il bene riprodotto nell’ingenuità del bambino che commuove gli adulti e anche i più adulti: quelli rugosi che sembrano così fragili in età avanzata, i quali non mi convincono.

ascolta

 

Certo, nel fisico sono debilitati, ma nella mente, nel desiderare e soprattutto nell’egoismo, i vecchi sono imbattibili! Raccontare del vecchio e del bambino che si prendono per mano per fuggire dalla contemporaneità è la cosa più falsa che c’è. Per il bambino l’avventura forse è vera, ma l’anziano vede in lui un competitore a cui tutti regalano le prelibate caramelle della vita – ed è incazzato!

Quella vita perversa che gioca e si fa scudo con le immagini più rassicuranti come, appunto, quelle dei bambini e degli uomini mascherati da babbo Natale.

Ecco, il Natale, quest’anno sarà il più povero dal dopo Guerra e già si affaccia rapidamente all’orizzonte, mentre le azioni di solidarietà sono in pieno svolgimento; una gara senza un’attimo di tregua a chi è più buono, ma più che altro una gara forsennata ad apparire tali.

Anche il Governo quest’anno è carico di doni e promesse, dai buoni bebè all’aiuto alla povertà e perfino un gesto solidale nei confronti degli azionisti truffati da alcuni istituti di credito; fino ai 20milioni stanziati per chi si prendere cura delle persone non autosufficienti, qualche matematico ha provato a fare i conti ed è venuto fuori che spettano 7euro (sette euro) a testa all’anno. Insomma, c’è tutto ciò che occorre per l’ultimo pasto del condannato.

I bambini non nascono più e le persone sono senza prospettive, quelli rimasti (di bambini) lì abbiamo depredati di ogni forma conosciuta di futuro, mentre quando ci ascoltiamo facciamo fatica a sentirci per il gran rumore provocato dalla nostra ingordigia nel raschiare il barile di ogni risorsa.

Intanto, a pancia piena, narriamo di bambini vittime del gioco perverso dei vecchi che li hanno condannati all’indigenza, almeno dai dati ISTAT il 10% di loro già lo sono: grazie a papà e grazie a nonno!

Cosa fare, allora? Semplice, il vecchio deve svanire per lasciare una possibilità al bambino. Cioè? Incamminarsi verso i campi Elisi, se il suo è davvero amore, ma non lo farà mai! In Italia la classe dirigente è ultra settantenne: se ne frega del pupo.

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