18milioni di poveri, però parliamo di fascismo

 

Pare che il dibattito principale di quest’ultimo periodo sia il fascismo, tutto è iniziato tempo fa quando l’on. Fiano del Partito Democratico, vista la debolezza degli argomenti, ha lanciato l’idea di una legge che già c’era: rendere reato l’apologia e la propaganda fatta tramite i simboli del fascismo: un modo per argomentare la mancanza di argomenti.

ascolta

L’opera di quattro deficienti che, senza la rete, passerebbe inosservata se non come nota di colore delle cronache locali – crea apprensione. Il fatto è che siamo noi a dare spazio all’imbecillità, al punto di competere noi stessi con l’imbecillita, visto che il dibattito sul fascismo ha appassionato tutti noi al punto di dimenticare 18milioni di potenziali poveri e 5milioni che già lo sono (dati ISTAT).

Non voglio infierire con l’assunto che il 10% di giovanissimi sono indigenti e il 35% di piccole imprese hanno chiuso. Peraltro, lasciando una scia di disoccupati diventati terreno di caccia delle multinazionali, le quali li assumono con contratti “giorno per giorno” a due euro, o poco più, netti l’ora.

Che questa sia opera dell’uomo non ci sono dubbi, l’unico dubbio, semmai, è quello di capire se tutto è successo per quella competizione di imbecillità di cui sopra, o con il preciso scopo di affamare il popolo per assoggettarlo, schiavizzarlo a piacimento del re.

Tra le due atrocità preferisco la seconda, perché spinge l’uomo a pensare ad una nuova Rivoluzione Francese che permetterebbe di ghigliottinare il re; la seconda sarebbe una iattura indicibile, anche se i presupposti che sia così ci sono tutti: tagliare la testa alla classe dirigente che ti guarda con gli occhi da pesce lesso, in quanto inconsapevole di ciò che ha fatto, è sconfortante.

Il timore del “pesce lesso” c’è tutto se guardiamo all’operato dei banchieri che hanno ucciso i risparmiatori, i quali alimentavano l’economia del Paese: più imbecilli di così, si muore… solo che gli unici cadaveri sono quelli degli azionisti. Questi signori banchieri hanno gestito i risparmi come fossero stati loro, elargito i danari del nostro lavoro da gran sultani, e vissuto da gran sultani: mentre tutti noi ci spaccavamo la schiena.

La politica è timida nell’affrontare l’argomento, ma anche se i politici sono contro le banche, nessuno è contro i banchieri – finanziatori generosi delle campagne elettorali. E in questa caciara, con gran sollievo, i teatranti hanno delegato alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta il problema e si sono buttati a “pesce lesso” su parole antiche: allarme, arrivano i fascisti!

E’ assurdo alimentare il dibattito sul fascismo solo perché quattro scemi hanno interrotto (peraltro con garbo) una riunione di una paio di associazione che a Como discutevano di come distribuire solidarietà a pioggia. Quella solidarietà che ha visto partecipare, nella città comasca, l’intera comunità politica che con la sua presenza ha voluto condannare senza indugi il grave fatto; che lo è, per carità, ma certo vorremmo vedere la stessa passione e nutrita partecipazione perché 18milioni di italiani non finiscano in povertà.