• lunedì , 20 novembre 2017

Una gabbia di matti

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Prendo in prestito il titolo di questo articolo da una commedia di cento anni fa (96 per esattezza). la prima teatrale andò in scena a Broadway nel 1921 e riuscì a tenere il cartellone fino all’anno successivo. La trama è tipica di un’epoca che non tramonta mai, racconta di una modesta attrice che per farsi pubblicità adotta un povero orfanello scambiato successivamente per un bambino rapito.

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Tutto ciò che posso prendere dal film per contestualizzarlo ad oggi è che noi cittadini europei siamo “orfani” di una classe politica che sembra cimentarsi sempre di più in una gara di imbecillità. L’ipocrisia vorrebbe che si usasse un linguaggio più appropriato perché “non sono tutti uguali”.

È vero, per carità, però a volte mi chiedo dove sono quelli diversi, a parte Merkel e pochi altri che appaiono dei giganti rispetto ai tanti uomini e donne insignificanti che prendono decisioni da fare tremare i polsi, esseri incapaci, vere e proprie nullità a cui mettiamo in mano la nostra vita.

Il discorso sarebbe lungo e complicato, faticoso da spiegare e ascoltare, però un esempio dell’ultima ora lo dobbiamo fare. Mi riferisco al presidente della Catalogna che sembrava volesse segnare la storia e dare l’indipendenza ai catalani, un uomo che ha sfidato l’Europa e il mondo; un uomo destinato all’immortalità rinchiuso nelle fredde carceri madrilene che avrebbe acceso la fantasia di un mondo sempre più a caccia di eroi. E pensare che quel Puigdemont stava quasi per diventare simpatico.

Invece, è finito miseramente come un clandestino in fuga che ammettere tutta la sua miserevole fragilità. La gabbia di matti non è tanto riferita a lui (Carles), il quale più che folle si è rivelato un vigliacco pari al capitano Schettino abbandonando i passeggeri, la nave e l’equipaggio, ma di quel Belgio che inopportunamente ha pensato di ospitare il “fuggitivo”.

Parliamo di un Paese blasonato dell’Unione, associato al club dell’euro e con una capitale (Bruxelles) che è emblema dell’Europa e dove risiede l’Europa. Direi che definire quanto accade responsabilità di una gabbia di matti è riduttivo e desolatamente surreale.

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