• domenica , 19 novembre 2017

Scacco matto alla Catalogna

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Ho iniziato l’articolo dal titolo “Scacco matto alla Catalogna”, con la metafora del gioco che richiede il massimo della concentrazione mentale, dove la partita si vince con il ragionamento e non a suon di sberle.

ascolta

 

La situazione che vediamo evolvere in Spagna, almeno dai notiziari, sembra non lasci altra via se non quella di un confronto dai risvolti imprevedibili; imprevedibili al punto che possono sfociare anche nella violenza. Per quel che conta, io credo che Mariano Rajoy, forte dell’appoggio incondizionato dell’Europa, si sia accertato che la maggioranza del Parlamento catalano respingerà a sorpresa la ratificazione della sua indipendenza.

Solo così il Governo che abita il Palazzo della Moncloa potrà archiviare il contenzioso e procedere contro il presidente Carles Puigdemont per alto tradimento. Non osiamo pensare il contrario, perché se la Spagna dovesse condannarlo e arrestarlo dopo la ratificazione d’indipendenza da parte del Governo della Catalogna, di Puigdemont ne farebbe un martire e i facinorosi potrebbero provocare incidenti pericolosi per la stessa democrazia spagnola.

L’arte della partita a scacchi deve prevalere sulla violenza e non dovrà mai più succedere quanto accaduto il primo di ottobre, nelle ore del referendum, dove non dobbiamo dimenticare che sull’asfalto catalano sono rimasti oltre 800 feriti. Può l’Europa, in un momento così delicato per il Continente, lasciare che alla Spagna la situazione sfugga di mano e permettere che una parte di cittadini dell’Unione combattano e uccidano altri cittadini dell’Unione?

Per una volta sono d’accordo con Junker, che proprio di recente più o meno diceva: “In Europa è già complicato andare d’accordo in 27 (dopo l’uscita del Regno Unito), figuriamoci se i Paesi membri dovessero concedere l’indipendenza alle regioni che ne fanno richiesta e diventare 50, magari 100 piccoli Stati, allora davvero sarebbe la fine del sogno europeo; a nessuno sfugge che la situazione diventerebbe ingovernabile”.

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