• domenica , 19 novembre 2017

L’Europa e il braccialetto elettronico

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I nuovi inquilini che abitano la casa della Comunità Europea stanno pensando di rottamare la vecchia carta di identità col più moderno braccialetto elettronico – un po’ come i carcerati!

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In una anonima Europa si cerca identità, nel senso che i cittadini del Continente, sempre più considerati numeri e molto meno persone, cercano quell’identità a cui avevano rinunciato per dare vita ad un progetto ambizioso che aveva visto scoppiare la pace dopo decenni di conflitti.

Nessuno dei padri fondatori, all’epoca della nascita, quando ha sottoscritto con il suo nome e cognome e per conto del Paese che rappresentava il patto che metteva fine ad uno scontro titanico era stato così lungimirante da prevedere che a cinquant’anni da quell’intesa, l’Europa si potesse incendiare per ragioni identitarie.

L’uomo, nella modernità, non è più riconosciuto neanche nel condominio dove abita, si sente spaesato e non più una persona con la sua storia, ma piuttosto una delle 500 milioni di api chiamate a produrre miele su precise disposizioni dell’ape regina Europa, anche lei, senza identità.

La Catalogna, prima e anche ultima di questo “rompete le righe” va fino in fondo a rischio della vita, perché domenica 1 ottobre solo per miracolo, dentro a uno scontro che ha lasciato sull’asfalto 800 feriti, non c’è scappato il morto.

Non è la Spagna, o è anche la Spagna, che deve patteggiare, capire e anticipare i venti di cambiamento che soffiano nel vecchio Continente, ma soprattutto l’Europa che in questa vicenda è stata, non solo cattiva consigliera dei castigliani, ma più in apprensione dello stesso Governo centrale di Madrid.

Chiudere gli occhi di fronte a questa nuova alba che sta spuntando all’orizzonte sarebbe un grave errore, perché non si faranno attendere quei duelli solo sopiti che in apparenza sembrano aver rinunciato a battersi, come i Paesi Baschi o la Scozia, tanto per citare le situazioni più note.

L’identità dei cittadini, che vogliono essere riconosciuti tali, non è una situazione che si può far finta di non vedere in nome di una sicurezza continentale che cammina speditamente verso ulteriori restrizioni di libertà dei cittadini d’Europa; i quali, dopo aver vissuto sulla pelle una rinvigorita povertà e la perdita d’identità, oggi sono soffocati da quelle regole indispensabili per governare un Continente, il quale, a sua volta, non ha tempo da perdere con le richieste di identità locali.

Ormai, però, il dado è tratto; con lo svolgimento del referendum di Catalogna a seguire ne vedremo delle belle, ma solo perché chi abita i palazzi di vetri e specchi di Bruxelles è da sempre impegnato più a rimirarsi che pensare alle donne e agli uomini che abitano il continente a cui vogliono fare indossare il più moderno braccialetto elettronico – piuttosto che essere riconosciuto con la vecchia carta di identità.

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