In Europa cala il sipario del 2017

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Tra i tanti fatti accaduti in Europa nel 2017, Il 30 giugno si spegne Simone Veil, la prima donna a capo del Parlamento europeo; avrebbe compiuto 90anni solo un mese dopo. Simon, aveva appena 16 anni quando assieme alla madre e alla sorella viene arrestata dalle SS e trasferita a Auschwitz, dove le tatuano sul braccio il numero identificativo 78561 – un’esperienza che la segnerà per tutta la vita.

Tornata in Francia, si laurea in legge e inizia la carriera di magistrato che la porterà al ruolo di segretario generale del Consiglio superiore della magistratura. La passione per la politica la contagia quando entra nel consiglio d’amministrazione della tv pubblica transalpina. Chirac la nomina ministro della salute e diventa la prima donna di Francia ad essere titolare di un dicastero, ed è da qui che Veil combatte la madre di tutte le sue battaglie: quella per la depenalizzazione dell’aborto.

Il dibattito in aula e nel paese è durissimo, lei – femminista, libertaria, passionale di natura ma inflessibile nei principi – si scontra con la destra più conservatrice. Un deputato arriva a provocare il governo posando un feto sotto formalina sui banchi dell’aula. “A quell’epoca mi hanno addirittura scritto sulla porta di casa – Veil è uguale a Hitler”, ha raccontato negli anni successivi. La legge però passa facendo della Francia il primo paese cattolico ad autorizzare l’interruzione della gravidanza. E la nuova norma, in onore di chi si è tanto speso per approvarla, è conosciuta da tutti come “Loi Veil”.

Dopo aver presieduto (primo presidente donna) il Parlamento europeo, guida a lungo il gruppo liberale a Bruxelles. “L’Unione dell’Europa mi ha riconciliato con il XX secolo”, ha scritto nella sua biografia. I primi anni 90 riprende servizio in patria con il premier Balladur. Poi diventa membro del consiglio costituzionale, presidente della Fondazione per la memoria della Shoah, membro dell’Accademia di Francia.

Simon non ha mai perso la passione per la politica, come dimostra il suo appoggio “critico” alla candidatura di Sarkozy; considerata la personalità femminile più stimata di Francia, erano molti gli osservatori che ritenevano fosse lei la candidata ideale per l’Eliso. Ma Simon li ha sempre smontati: “Sono troppo indipendente per un ruolo di quel tipo, non mi sento la capacità di gestire un potere così grande”.

Un altro esempio del senso di misura e di responsabilità che hanno fatto di Veil una delle persone più amate d’Europa, per questo abbiamo scelto come notizia dell’anno la scomparsa di Simon, dove il sipario della sua vita cala definitivamente il 30 giugno 2017.