• domenica , 25 febbraio 2018

Ancora poche ore e si vota in Catalogna

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Come è noto, il già presidente del governo della Catalogna Carls Puigdemont si è consegnato alla polizia di Bruxelles i primi di novembre, anticipando le autorità che avevano già manifestato la loro intenzione di arrestare l’uomo politico spagnolo per dare seguito al mandato di cattura internazionale emesso dalla magistratura di Madrid.

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La legge consente una serie di ricorsi per cui la decisione definitiva sulla sorte dell’ex capo della Generalitat e dei suoi ministri riparati in Belgio potrebbe arrivare i primi di gennaio 2018. Giusto il tempo per giocare la partita elettorale prima di Natale (il 21 dicembre) che vedrà i catalani eleggere il Governo della Regione.

Infatti, l’ex presidente catalano, Carles Puigdemont, guiderà la lista Junts per Catalunya da Bruxelles.

In quella “lista del Paese”, come l’hanno battezzata, ci sono anche Jordi Sànchez, presidente dell’Assemblea Nazionale Catalana, anche lui in carcere per presunto delitto di sedizione. Il programma ha come obiettivo principale il ritorno del presidente Puigdemont, e la restituzione delle istituzioni catalane.

Sotto il profilo strategico solo Puigdemont é a conoscenza dei motivi che lo hanno spinto a scegliere di battersi per la sua amata Catalogna dalle carceri belghe, piuttosto che da quelle spagnole. Ora, non ci sono paragoni con le citazioni italiche che dicono “chi abbandona la lotta è un gran figlio di mignotta”, quindi sarebbe sbagliato impegnarsi in un giudizio sul personaggio Carles, ma scappare come un vil coyote sarà difficile che lo aiuti a tornare sullo scranno catalano più alto. Comunque, staremo a vedere!

Certo è, che a noi romantici ci sarebbe piaciuto vedere Carles Puigdemont lottare dalla cella di Madrid e invitare i suoi prodi condottieri a riconquistare il governo degli Aragona, magari avrebbe perso, ma conquistato i cuori dei rivoluzionari d’Europa e del Mondo; lasciando in eredita’ ai giovani catalani l’orgoglio di essersi sacrificato per l’indipendenza del suo popolo.

Una figura eroica? Si, una figura eroica, di quelle che segnano la storia ed esaltano la fantasia di un mondo che ne avrebbe bisogno, perché sempre più piatto e senza uomini con la spina dorsale.

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