Il mondo oltre l’eremitare

 

Ho sempre avuto timore di buttare lo sguardo oltre quell’eremitare che mi ha permesso di sognare una vita solitaria in mezzo ad una piazza affollata. Era lì, in quella piazza, che avevo trovato il modo per non essere soffocato da mille rumori e odori; gli stessi che una volta pietrificavano i miei movimenti fino a impedirmi di lasciare quel metaforico luogo puzzolente. Non c’era verso di trovare spazio in mezzo alla gente che ti spintonava, anch’essa, senza avere una meta.

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Quando, dopo insopportabili sofferenze, quasi casualmente avevo trovato il modo di sedermi sui gradini della Chiesa – perché ogni piazza ne ha una nel nostro Paese -, isolandomi da quegli odori e rumori, non credevo di aver superato, seppur del tutto casualmente, quello che lo psichiatra aveva tentato di risolvere cento volte. Mi riferisco a quelle paure che non esistevano davvero. I tremori erano solo conseguenza di uno stato psicologico dal nome inquietante: attacchi di panico. Uno stato che non avrei certo superato con le compresse di valeriana.

Solo molto tempo dopo ho capito che lo spirito di sopravvivenza dell’uomo è quasi illimitato, me lo aveva raccontato uno sciamano incontrato per caso durante un viaggio nell’universo del sapere.
Ho capito lì, in quel momento, che c’era un altro mondo dietro quel muro psicologico che avevo alzato così alto da farmi perdere la speranza di valicarlo, o magari era solo la scusa per non farlo.

Quando il muro è caduto, senza alzare un filo di polvere e frastuoni, quello sguardo  che avevo appena gettato oltre l’orizzonte del sapere è rimasto incantato da un nuovo scenario di vita che non immaginavo esistesse. Eppure, ripensando alla luce degli occhi profondi dello sciamano, capii che lui vedeva, sorrideva, emanava quella solitudine tanto ricca da renderlo quasi padrone dell’aria e dell’acqua, ma sempre pronto a dissetare ogni richiesta di conoscenza.

Il mondo oltre l’eremitare è solo la bontà dell’uomo verso l’altro uomo; è la predisposizione a capire che tutto ciò che ti circonda è il pensiero scomposto che, come un enigma, non ti dà pace finché non lo hai risolto.

No, non c’è nessun mistero da svelare, perché quando trovi i gradini della tua Chiesa, prendi coscienza di aver ritrovato te stesso, oltre al cammino da percorrere che avevi perso in mezzo ai rumori e agli odori di quella piazza affollata che ti impediva di gettare lo sguardo oltre il mondo dell’eremitare.