Ho trovato dove eremitare all’infinito

C’è stato un momento in cui le lacrime di tutta una vita sono esondate dagli occhi, e in un disperato singhiozzare ho immaginato se guardare ad Oriente o a Occidente.

Ascolta

 

Poi mi sono detto che molto probabilmente non avrebbe fatto molta differenza perché non avrei potuto apprezzare più il sole che si affaccia all’alba piuttosto che ritirarsi al tramonto.

Ma questa è solo una supposizione perché non so se la mia anima potrà riprovare mai quelle stesse emozioni intese che ho conosciuto.
Il posto che ho trovato, come spesso succede in amore, non l’ho trovato attraverso una ricerca, come si fa tra amici “conosci un posto tranquillo, dove nessuno verrà a curiosare chi sei?”. No, nessuna sicurezza del genere, bensì un colpo di fulmine che d’improvviso ti fa capire che hai trovato quel magico momento che pochi hanno avuto la fortuna di trovare, una passione travolgente che ti fa vivere la vita fino in fondo.

Quella collinetta circondata di sassi e croci è apparsa come il mio primo amore. Di solito quando vedevo quei luoghi non li osservavo veramente, nel senso che li attraversavo passandoci accanto e fischiettando con il bavero della giacca alzato e le mani sprofondate nelle tasche dei pantaloni per fare i debiti scongiuri. Invece, quel giorno, mi sono affacciato al muretto di pietre e come d’incanto ho provato un gran senso di pace…finalmente!

Le croci spettinate, tanto erano disallineate, coprivano quasi l’intera superficie, salvo qualche minuscola casetta che sporgeva dal terreno come un corpo estraneo, ad indicare “io sono quello ricco!”. Però da come erano costruite si capiva che le persone che le abitavano si erano annoiate anche nella vita che avevano vissuto.

Quelli che avevano scelto il campo di margherite subito sotto, invece, sembravano quasi divertirsi e non badare più ai convenevoli, un po’ come se avessero voluto tenersi compagnia.

Ecco, mentre pensavo tutto questo, appoggiato a quel muretto tirato su a secco, il mio sguardo si è fermato su una docile collinetta che sembrava essersi eretta nel tempo per la terra che vi era stata ammucchiata da qualcuno. Sopra non c’era nessuna croce e nessun cartello ne indicava la proprietà. Il custode mi disse che non la voleva nessuno perché era difficoltoso tagliare le sterpaglie, ma per me fu amore a prima vista e vi assicuro che di amori ne avevo una certa esperienza.

Trattai quel piccolo lembo di terra col Comune che fu ben lieto di cedermelo. Quando uscii dagli uffici, dopo che mi fu assegnata quella collinetta, tornai per accovacciarmi sul muretto di sassi. Volevo rimirare il luogo scelto per eremitare. E fui felice di sentir che, piano piano, stavo iniziando a eremitare.

Il mio pianto non fu convulso come il primo, ma consapevole, senza singhiozzi, perché avevo trovato quel luogo di pace che cercavo da tempo. Forse è stato l’unico vero momento in vita mia in cui mi sono sentito a casa. Con la consapevolezza di aver scelto finalmente il posto dove mettere radici e in cui poter eremitare all’infinito.