Graffitismo e murales, liaison per una società stereotipata

Eccomi qui, oggi, a raccontarvi ciò che mi affascina (per quello che vale, nel bene e nel male).

Quando si scrive di materie particolari si vorrebbe fare bella figura ma il timore di sbagliare, di non passare l’esame, spesso mette in confusione; certo, la via più breve è quella di viaggiare in rete convinti che prendere un po’ qui e un po’ la ti permette di passare la prova per varcare la soglia dell’apprezzamento del lettore.

Ad essere sincero, questa prolungata introduzione è solo per prendere tempo prima di entrare nell’argomento che, come pare evidente, non conosco nella sua storia passata: “Graffitismo e i murales, liaison per una società stereotipata”!

Non si tace il pensiero, neanche a morire: il graffitismo di ieri si basava sull’incisione di ogni espressione collettiva. La stessa cosa vale per i murales di oggi, intesi come sfogo creativo della contestazione sociale sui muri delle città, oppure nelle stazioni di posta, esattamente come ieri si dipingevano pareti o vasi di terracotta.

La società si è raccontata attraverso l’arte murale prima ancora che con la scrittura. Solo più tardi ci si è soffermati ad analizzarne i comportamenti con il linguaggio e la comunicazione orale e scritta. La manifestazione sociale e culturale più diffusa nel pianeta è un graffitismo basato sull’espressione della singola creatività tramite interventi pittorici sul tessuto urbano: ahimè, troppo spesso considerati atti vandalici dalle leggi in vigore.

Ma questo solo perché un certo numero di graffitisti, particolarmente incazzato col mondo, imbratta impunemente edifici di interesse storico, oltre ai mezzi pubblici.

Quanto questo sia arte o rivolta nei confronti di una società sempre più invadente e restrittiva della libertà della persona non è dato sapere, nonostante l’impegno degli studiosi più ostinati.

Ma c’è una parte della vita che non puoi essere violata: quella della contestazione creativa che si manifesta nelle forme radicali di rifiuto della società.

Ad esempio, eremitare nella contemplazione fino a divenire tutt’uno con i colori che ti permettono di viaggiare dentro un murales mentre corri verso la libertà dell’anima. Si tratta di contemplare ciò che stai creando, indipendentemente dal fatto che si tratti di pensiero, graffito o murales.