• domenica , 19 novembre 2017

Eremitare è uno squarcio di luce nel buio

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È un po che non scrivo di eremitare, quasi avessi abbandonato l’idea che quel mondo di libertà intellettuale – un po’ da marciapiede – non servisse a nulla, se non ad illudersi di potersi sganciare da una società che condiziona la tua vita.

ascolta

 

Poi uno squarcio di luce nel buio, come racconta il titolo, ha dato nuovo slancio all’idea che la speranza di cancellare la memoria per attivarne una nuova fosse una cosa possibile o meglio, l’unica cosa possibile.

L’occasione è arrivata leggendo di uomini che della loro vita ne hanno fatto dell’isolamento e del pensiero una ragione di preghiera, qualcuno mi ha raccontato che la decisione di eremitare è come smettere di fumare, non lo fai un po’ per volta se davvero vuoi riuscire nella titanica impresa, ma smetti d’un colpo.

Ed ecco che da un minuto all’altro, la sensazione che ne provi non è di rinuncia perché la bocca amara d’improvviso e come per incanto diventa dolce, così come è dolce l’esperienza di allontanarsi dalla società per vivere una vita di pensiero e rinnovato amore che solo in quel momento si manifesta davvero: così come emerge prepotentemente il rispetto per gli animali e per la natura.

È stata certamente la conversazione casuale con un uomo dalla barba bianca, proprio come la mia; un uomo che mi parlava di come distribuisce la sua misera pensione per aiutare i figli e soprattutto come si prodiga con chi si affaccia alla sua tenda di casa per dividere un pasto.

Quel pasto che l’uomo rugoso pesca quasi miracolosamente tutti i giorni nel mare sottostante: un miracolo di luce, uno squarcio nel buio, di pensieri che erano tornati ad affollare la mia mente, ora di nuovo libera!

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