• mercoledì , 13 dicembre 2017

Eremitare é un lungo cammino verso la metà

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Non sappiamo quando inizia il nostro eremitare, nessun appuntamento, un luogo o un giorno preciso dove cominciare; sembra che tutto avvenga all’improvviso, come un colpo di fulmine a ciel sereno o una passione inaspettata, ma accidenti quando capita, raccontava un vecchio saggio che sapeva, quello che accade è inverosimile e accecante allo stesso tempo: l’anima si illumina in tutto il suo splendore.

ascolta

 

Inutile che facciate gli scongiuri, giuro, nessun seppur minimo riferimento alla morte, semmai alla vita! Il vecchio saggio dalla barba lunga e gli occhi da bambino mentre parlava era come se vedesse lo svolgersi dei fatti, lui, capiva! Quel giorno, quando sono sceso dal sogno ho desiderato subito di eremitare, ma non sapevo esattamente cosa cercare e dove, soprattutto.

L’ansia si è impadronita di me e d’un tratto mi sono trovato in metropolitana in mezzo a gente assonnata che andava chissà in quale luogo. Molti di loro, sono certo, non sarebbero voluti arrivare alla meta predestinata, ma rimasti volentieri a letto per sognare ancora un po’ un giorno migliore, magari come quello che avevano vissuto la sera prima in televisione prima di dormire… anche se sanno che è tutta una finzione.

Si dice che una delle cose peggiori che possiamo fare è impedire ai bambini di sognare, richiamarli alla realtà ricordando loro che la vita è dura, e allora mi chiedo perché svegliarli all’improvviso per raccontare ciò che non capiscono? Quale e quanta immensa crudeltà c’è in tutto questo!

Immagino il giorno del mio eremitare come un ritorno all’infanzia, quando tutto era ovattato d’amore e di speranza; immagino di non conoscere né calendario e tantomeno l’orologio; immagino di non avere nessun appuntamento; immagino di essere stretto dal calore di braccia che sanno di buono e di vedere il sorriso illuminato di un’amore che non sapevo esistesse.

Eremitare è fuggire da ogni luogo che ci fa soffrire, che male c’è nel sognare un mondo migliore?! Per quanto mi riguarda ho deciso di non salire sul tram finché non vedo seduto dentro, proprio dietro al finestrino davanti a me, quel vecchio saggio che sapeva; ho bisogno di guardare i suoi occhi da bambino incastonati dentro il suo viso rugoso, e trovare la forza di affrontare un’altra giornata, che non potrebbe mai iniziare senza il conforto della sua voce che racconta di amare ogni cosa.

Painting by Telemaco Signorini

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