Eremitare timorosi oltre l’orizzonte

L’uomo si è sempre chiesto cosa ci fosse oltre il suo scrutare il mondo. Per questo ha inventato prima il binocolo e poi il telescopio. Non soddisfatto, ha superato l’atmosfera e da lì si è messo ad osservare altre stelle, invisibili fino a quel momento.

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La scienza non gli ha dato ancora notizie sufficienti affinché sapesse chi fosse. Sarà per questo che ultimamente si è infilato dritto in un buco nero. Ma cosa pensa ci sia oltre quel buio pesto? Non ne ha la più pallida idea. Per questo il suo spirito indomito lo porta a eremitare con la speranza di trovare le sue origini.

L’uomo è così presuntuoso che non si dà pace all’idea di essere un’evoluzione della scimmia.
Ma come, io che sono andato e tornato dalla luna, dovrei avere come parente lontano un certo Neandertal? Sono tutti pazzi! Ecco perché l’uomo astuto ha inventato la favola dei giardini dell’Eden.

Tra l’Homo Erectus e Adamo la scelta di quale storia decidere di credere è stata inequivocabile: Adamo tutta la vita. Vuoi mettere lasciarsi incantare da Eva, sfidare Dio, attraverso il libero arbitrio, prendere la mela del peccato?!
E così è stato, sbarrando la strada alle comunità scientifiche che si sono impegnate fino all’inverosimile per dimostrare che Adamo ed Eva erano un bluff.

Ecco che, proprio alla fine del Novecento, gli scienziati, con gli strumenti più evoluti, hanno iniziato a eremitare nell’immensità dell’Universo per cercare un’altra verità. Capita l’antifona, hanno lasciato che la luce della speranza rimanesse ben custodita nel vaso di Pandora.

L’uomo non può vivere di certezze, perché dopo un po’ di certezza in certezza non solo l’esistenza trascorrerebbe noiosa, ma risulterebbe talmente breve che arriveremmo a cent’anni in un baleno.
Invece, la speranza è l’attesa fiduciosa di realizzare al più presto quanto si desidera. Non era Sciascia che diceva: “ad un certo punto della vita non è la speranza l’ultima a morire, ma il morire è l’ultima speranza”?!

Eremitare oltre l’orizzonte, e fino agli avamposti più lontani, non è altro che il desiderio di ritrovare se stessi. Con il timore da una parte e l’adrenalina per l’eccitazione dall’altra che un giorno ciò possa realmente accadere.