Eremitare senza la psicanalisi di Sigmund Freud e le gesta da Don Chichiotte

Spesso scrivo di eremitare con gran disinvoltura, come fosse una gita fuori porta dove tutt’al più rischi un acquazzone (anche se oggi le previsioni del tempo sono precise quasi come un orologio digitale).

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Invece, eremitare è cosa complicata, richiede cura e impegno. Non si tratta semplicemente di mandare al Diavolo il mondo. Non si può eremitare, chiudendosi in garage a smontare e rimontare la vecchia moto del nonno come fosse un lego: in quella rimessa, infatti, rischi non solo di trovare vecchi ricordi, scene di vita vissuta che non torneranno più, ma di portarci anche i ricordi più freschi, quelli legati all’attualità della tua vita, che poi sono proprio quelli che ti spingono ad eremitare.

Insomma, una sorta di gatto che si morde la coda all’infinito, fino a stramazzare a terra colto da un giramento di testa tale da far perdere la cognizione di ogni cosa. Ne sono consapevole: eremitare è quando, senza avvisare nessuno, lasci il telefono a casa e sali sul primo treno per il mare. Passate poche ore, già desideri disperatamente quel telefonino, divenuto oramai porta irrinunciabile sul mondo, per poter contattare qualcuno…perché ti senti solo e vagabondo. Perché senti che, in un mondo che ti richiede costantemente una prestazione e di porti degli obiettivi da raggiungere, la cosa che stai facendo non ha senso, non ha uno scopo, non è finalizzata a nessun obiettivo.

Ma è proprio lì, superato questo dubbio, che realizzi di essere ricco. Mille volte più ricco di quanto saresti affannandoti nel cercare di raggiungere qualche obiettivo materiale. Nell’assenza di scopi e di interazioni costanti (che oramai sono più virtuali che reali), comprendi che la ricchezza che può darti l’eremitare non potrai ottenerla in nessun altro modo.

Eremitare è un momento di luce, grazie al quale non ti accorgi neppure di aver lasciato a casa i ricordi; tutto proteso verso il futuro senza ripensamenti.

Eremitare è un rito celebrativo della ritrovata libertà. Ora sei un cavaliere senza macchia e senza paura, ora sei un’aquila che vola alta nel cielo azzurro. Altrimenti sei soltanto uno dei tanti Icaro che si illudono di volare… o un Don Chisciotte qualunque, mentre si scaglia contro i mulini a vento, confondendoli per terribili mostri.
I ricordi ti inchiodano a casa più di quello che credi; molti di questi riescono a mangiarti l’anima, e non riusciresti a scacciarli neanche se tornasse in vita Sigmund Freud e ti ricevesse nel suo salotto. Ma se si eremita in modo giusto, qualcosa si riesce a smuovere.

Eremitare, di per sé, è tanto facile quanto difficile. Resistere ai ricordi è molto più complicato di quanto qualche avventuriero della psicologia che parla di resilienza abbia creduto.
Poi, nei prossimi eremitare torneremo a farlo con leggerezza, ma per i tanti che desiderano fuggire dal mondo reale perché sotto scacco della comunità in cui vivono c’è solo una cosa da fare: lasciare a casa i ricordi.