Eremitare per sorseggiare il tempo

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Ho sempre pensato che il tempo e la libertà siano le cose più importanti della vita. Dopo averne consumato interi container, ecco che le clessidre ora girano a fatica, mentre la salvaguardia di quella libertà guadagnata col sudore diventa sempre più pensiero. Un uomo stanco dell’età si lascia libero perché si pensa non possa fuggire.

Anche il pensiero dei saggi non si teme più, né lo si venera. Siamo convinti che il futuro sia prerogativa del giovane e la sua mente fresca sia elastica e flessibile come il suo corpo aitante, mentre per contro, un vecchio affaticato nei movimenti non può che essere stanco anche nel pensiero.
Errore!

Non ci sono riflessioni più “riflessive” e acute di altre, ma solo riflessioni che scaturiscono dalle esperienze di vita vissuta e quelle astratte o, peggio ancora, conformiste perché condizionate dal senso comune, dal “si dice”, dalla chiacchiera da bar dello sport. Tutto ciò non bisticcia con l’età perché puoi essere un cretino a cent’anni e un mostro di sapere a venti, come esattamente il contrario.

L’idea che, da qualche anno, gli uomini vanno rottamati come lavatrici per essere sostituiti da giovani virgulti è miseramente fallita. Il problema, semmai, è che i vecchi saggi molte volte hanno approfittato del loro sapere (o meglio del potere e del prestigio connesso con lo status di “esperti”). Intere riserve di sapere sprecate!

In mezzo a questi equivoci che provocano altri equivoci, veri o in buona fede, ecco che continuiamo a sprecare il tempo e rischiamo sempre di più che qualcuno o qualcosa ci possa privare della libertà. Dunque, tempo e libertà tornano prepotentemente nei pensieri di ogni uomo che mai come in questo momento ritiene preziosi perché crede si stiano creando i presupposti per essere momentaneamente sospesi. Poi, si sa, queste sospensioni durano anni.

Sospesa la libertà e sospeso il tempo oggi è come se ci trovassimo all’interno della quiete irreale nell’occhio di un ciclone.

Forse ogni uomo dovrebbe eremitare, cosicché possa riflettere prima di sparare a raffica parole vuote, complice la rete che permette. Capirebbe così che ogni libertà è tale solo all’interno di uno schema preciso.

La rete è diventata il pifferaio magico che miliardi di persone seguono con fiducia per cadere nella trappola dei social. Sento persone che ne parlano con grande superficialità, un po’ come chi si avvicina alla droga con la spocchia di dire “io la provo e poi smetto”, con la sicurezza di poterci giocare a piacimento… fin quando non ne resti invischiato.

Cosi  la nostra vita è stata condizionata da quello smartphone che consultiamo ogni minuto. Pensate solo, per paradosso, se qualche anno fa fossimo entrati nello stesso bar cinquanta volte per aprire lo stesso giornale…avrebbero chiamato il 118 per rinchiuderci in qualche centro d’igiene mentale!

Eremitare aiuta a ristabilire le regole del tempo e della libertà, uniche cose preziose della vita. Tutto il resto, per quanto infinitamente importante, è la conseguenza di aver appreso a sorseggiare con parsimonia proprio quel tempo e quella libertà che ci permettono di fare tutto…persino di eremitare.