• domenica , 19 novembre 2017

Eremitare non c’entra nulla con lo yoga

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Non riuscendo a trovare la giusta via dell’eremitaggio, perché non intendo piegarmi alle discipline tradizionali, quelle che condizionano, danno appuntamenti, chiedono spiegazioni e alla fine pretendono pure la parcella – le evito.

ascolta

Le evito in quanto non rappresentano quell’idea di eremitare che io intendo come il massimo della libertà del pensiero, ma forse è per questo che ancora non ho trovato il viottolo che porta nelle limpide acque del torrente che scorre dentro di me. Insomma, in questo continuo eremitare senza meta un giorno, su suggerimento di una conoscente, finalmente ho trovato quella che pensavo fosse la via della meditazione: lo yoga!

Avevo già sentito di questa disciplina da un’altra amica, ma lei, siccome era una snob, la chiamava “unione”, nell’antico linguaggio era inteso come liberare l’uomo dall’illusione di una esistenza individuale, separata dal resto dell’universo per unirlo con Dio. Prima di iniziare a yogare mi sono chiesto come questo fine potesse essere perseguito in seno ad una società come quella che viviamo. Il riferimento è ad una società completamente dominata dal principio dell’individualità e della separazione.

E allora, seppur con qualche fondato sospetto, ho pensato che forse il solo provarci avrebbe creato conflitti, schizofrenie e quella tristezza che già mi sentivo tutto intorno. Per carità, vade retro yoga, mi sono detto, mentre cercavo di rialzarmi a fatica dalla posizione “fior di loto” che mi aveva anchilosato tutte le gambe, e il formicolio iniziava a girare come fosse a casa sua per tutto il corpo.

Ebbene, voi non ci crederete ma pensavo mi fosse venuta una paralisi negli arti inferiori che si stava propagando fino al cervello. Poi, finalmente, dopo un po’, con qualche scricchiolio mi sono disincagliato le ossa e faticosamente alzato a nuova vita, il sangue ha ricominciato a defluire, ho ripreso colore e, seppur carponi, ho pure camminato. Ecco, quando qualcun altro ti vuole convincere a eremitare a modo suo, è meglio che non eremiti.

Una conoscente che cerca di eremitare con me mi chiedeva se fossi rimasto deluso, ma neanche per sogno, le ho risposto, sono più motivato di prima a cercare la mia strada. D’altronde eremitare è un po’ un colpo di fulmine, lo trovi per strada all’improvviso, quando meno te lo aspetti e, in quel momento, sai che hai imboccato la strada giusta per seguire il tuo cuore e la tua mente verso gli avamposti del pensiero più profondo.

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