Eremitare nell’altro mondo e poi tornare

 

 

Non so cosa sia successo; forse sognavo o forse era tutto vero. Fatto è che mi sono trovato ad osservare la mia vita, come fossi in un film, ma con uno zoom nel passato… non spettatore, bensì attore di ciò che stavo vivendo.

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Tanto è vero che al mio “risveglio”, un caro amico mi ha telefonato con l’intento di commentare i fatti della serata precedente, ma io ero assente. Ricordavo vagamente di aver partecipato alla serata…ma in quel frangente ero del tutto assente, come se il ricordo appartenesse a un’altra persona.

Ora, come spiegare tutto questo è incomprensibile per me, figuriamoci quanto possa essere complicato per chi legge.

La sera prima, in effetti, avevo appuntamento a cena con un collega per discutere su come affrontare alcune problematiche aziendali di vitale importanza…la parola “vitale”, mentre la scrivo, mi fa quasi sorridere!

Ma poi, una volta arrivato a casa, devo aver perso i sensi, perché la mattina quando ho risposto all’entusiasta telefonata del collega, compiaciuto per la mia idea, ero ancora sdraiato in terra a domandarmi se effettivamente fossi stato davvero a cena con lui. E se non ero io, chi c’era a cena al mio posto? Insomma, Carlo, il mio compagno di lavoro, non poteva essersi inventato tutto. D’altronde, però, l’ultima cosa che ricordavo della sera prima, era il mio lento accasciarmi sul pavimento di casa. Come se la vita mi stesse abbandonando con dolcezza, senza alcun dolore.

Ho sempre scritto che eremitare è una ribellione contro una società irragionevole. Non mi aveva mai sfiorato, finora, l’idea che eremitare potesse significare andarsene a spasso come un ectoplasma!
Io a cena con Carlo non c’ero proprio, eppure non solo c’ero, perché Carlo lo testimoniava, ma ricordavo ogni cosa, ogni sfumatura e ogni strategia da tenere in azienda, cosa avevamo mangiato e perfino il profumo che stimola l’appetito di quella pietanza che adoravo.

Ecco, Carlo mi raccontava che, entusiasta, eravamo finiti a casa di due comuni amiche per il bicchiere della staffa…accidenti che bicchiere!

Ma quello non lo ricordo proprio. Non capisco perché quando vivo certe situazioni, l’eremitare si impossessa di me e cancella ogni cosa. Non sarebbe stato meglio rivivere la sera prima per quei momenti particolari, piuttosto che l’analisi progettuale del nostro lavoro?

Adesso ci scherzo su, ma solo perché è difficile ammettere di aver eremitato nell’altro mondo ed essere tornati. E aver la possibilità di raccomandarlo!