• domenica , 19 novembre 2017

Quando eremitare è fuggire il presente

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Eremitare molto spesso è una fuga dal presente per un atterraggio morbido in tutt’altra dimensione, un po’ come nella serie dei telefilm di Star Trek, quando vedevamo azionato il teletrasporto che permetteva al corpo umano di scomporsi e ricomporsi come per incanto – in altro luogo. Non ho mai capito se le distanze fossero siderali o a pochi chilometri da casa, mi pongo la domanda perché ritengo la cosa importante in quanto il giorno che avrò il coraggio di eremitare non voglio finire nel parco dietro casa frequentato da badanti.

ascolta

 

La mia non è una osservazione che vuole minimamente mancare di rispetto, solo che se eremito, ovviamente non ho assoluta voglia di socializzare, e poi gesticolare per farmi capire l’ho sempre trovato insopportabile. A tal proposito, ricordo che quando eravamo ragazzi, sulle spiagge romagnole, usavamo tutta una mimica particolare per conquistare la svedese dall’accento aspirato utilizzando un misto di cinque parole pescate dal tedesco, francese, e inglese con un tocco di italiano dialettale che era tutto un programma.

Ma all’epoca non ci veniva il mal di testa, semmai la causa era per tutt’altra ragione quando non riuscivamo a… socializzare. Ora mi rendo conto che dal teletrasporto al tormentone delle musiche di Casadei, con sullo sfondo la bionda dagli occhi azzurri, può suscitare qualche perplessità da parte del lettore, ma non vi perdete d’animo. Eremitare è anche conseguenza di tutto questo, perché nell’arco della vita siamo costretti ad arrivare all’età matura per godere della serenità della vecchiaia, ma chi lo ha detto che siamo sereni? Possiamo esserlo quando ci guardiamo allo specchio?

E a chi dice, ma goditi i tuoi nipotini, sappia che diventeremmo tutti Pietro quando rinnega per ben tre volte Gesù Cristo, se potessimo fare una capriola all’indietro nel tempo.

Per questo mi piacevano i telefilm di Star Trek, ma considerato (anche se non rassegnato), che tutto ciò non è possibile, alla fine eremitare è l’unica strada per meditare sull’accaduto. Poi, ovvio, ognuno medita nella direzione che desidera.

Io non racconto più nulla e mi faccio i miei, perché questo è il vero motivo della mia fuga dal presente.

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