Eremitare è un po’ come trovarsi al porto con la valigia di cartone

Nei primi del Novecento sono state molte le persone che cercavano una migliore qualità di vita. Erano disposti a imbarcarsi su grandi navi a vapore per attraversare gli oceani, lasciandosi alle spalle miserie e sofferenze per inseguire una speranza.

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Eremitavano con la morte nel cuore; le immagini che li accompagnavano erano le donne vestite di stracci e i figli sifilitici e magri come tisici. Eremitare per loro era l’unica speranza, davano seguito alla lettera ricevuta dal lontano cugino che gli raccontava delle grandi opportunità che aveva trovato nel Nuovo Mondo.

Ecco, nel secolo che viviamo eremitare rappresenta metaforicamente quella valigia di cartone, con la differenza che non cerchiamo più di riempire la pancia, ma di liberare la testa dai pensieri che soffocano la vita.

Abbiamo voluto dimenticare i nostri bisnonni e la loro fatica; oggi quasi ci si vergogna del nostro passato, a meno che i nostri avi non ci abbiano lasciato una fortuna. Questa è una di quelle ragioni che ci indigna quando qualche intellettuale della domenica ci fa notare che anche noi, come i migranti che arrivano sulle nostre coste, siamo stati spinti dalla disperazione ad abbandonare il nostro Paese.

Eremitare è un po’ migrare, fuggire dalle miserie della vita, una corsa in avanti per respirare a pieni polmoni aria nuova, unico carburante senza la quale si soffoca.

Infatti, la valigia di cartone non è immagine di disperazione, ma un ponte sul futuro che apre il cuore alla speranza. Eremitare è tutto questo e anche di più. Le libertà – di espressione, parola, movimento – offerte dalle democrazia occidentali, per assurdo, ci fanno sentire più in cattività di coloro che evadono in maniera rocambolesca dai molti Stati governati dai satrapi del mondo. Senza dimenticare che quei satrapi sono stati assegnati al potere proprio dalle “democrazie” occidentali.

Oggi, quelle valige di cartone ci vengono fornite in un baleno dalle multinazionali che hanno tutto l’interesse a destabilizzare il mondo.

Sono nient’altro che armi più potenti delle stesse armi. Giochi di potere cui tutti possono partecipare sui Social senza averne competenza, un Bar Sport globalizzato dal quale sono molte le persone che vogliono scappare. Per questo eremitare è un po’ come trovarsi al porto con la valigia di cartone.