Eremitare è pensare agli amori vissuti

 

Nei momenti in cui la vita diventa piatta ci ritroviamo a pensare alle avventure amorose che ricordano i giorni gloriosi della passione. Non esiste né età, né tempo in quei ricordi dei momenti vissuti.

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L’amore ti prende alla gola all’improvviso e quasi toglie in respiro; una scintilla che diventa fuoco e poi incendia tutto come spinta dal vento di Foehn. Cala giù dalla catena Alpina, dalle montagne gelide e riscalda l’aria quando atterra in pianura.

È un vento pieno di fascino quello dell’amore: arriva prevalentemente dalla Francia, facendoci eremitare verso i ricordi più sensuali dell’amore passionale. Quasi si sentissero cantare Charles Aznavour e Edith Piaf.

Non mi riferisco ai corteggiamenti della scuola, ma quando a scuola, all’improvviso, ci si emoziona nel vedere la ragazza che non avevi mai considerato per quanto ti fosse indifferente. Fino a quando un bel giorno si incrociano gli sguardi e il vento di Foehn, in un baleno, da gelido, subito diventa fuoco senza aspettare di scendere in pianura. Ti accorgi che i seni soffrono dentro quella camicetta attillata e le labbra sembrano pittate col rossetto per quanto rosse e sensuali.

Stacco. Altro eremitaggio. È quello di un ricordo di un pomeriggio passato a passeggiare annoiato sulla spiaggia, non avendo deciso ancora dove avrei potuto passare la serata. Del resto, ero sicuro che avrei in ogni caso incontrato qualche amico con la certezza di poter ascoltare parole riciclate cento e mille volte, tanto più che nessuno di loro cantava o sapeva strimpellare una chitarra.

Mentre lo sguardo si perdeva sull’acqua che si increspava al tramonto, ecco apparire come una sirena una figura flessuosa che pigramente usciva dal mare per sdraiarsi su quell’asciugamano che avevo notato poco distante, con accanto una borsa da spiaggia. Rimasi lì, ingessato, ad osservare tutto questo come se il tempo si fosse fermato e tutto intorno il silenzio avesse preso il sopravvento sullo sciacquio delle onde che lambivano la spiaggia; invece, non erano passati che pochi secondi e già desiderai fortemente di andare verso lei per sederle accanto. È così avvenne.

Quell’amore durò tutta l’estate, fino a quando non fui costretto ad accompagnarla al pullman che la riportava al Paese. Con la morte nel cuore, nonostante le mille promesse e i mille giuramenti accorati, sapevo che non l’avrei più incontrata. Quelli sono i momenti in cui ci si rimprovera di non aver saputo cogliere quel frutto d’amore che avrebbe addolcito la propria esistenza… ma sarebbe davvero stato così?

Eremitare non è riflettere sui rimpianti, su ciò che avresti potuto fare e non hai fatto. Piuttosto è uno strumento per assaporare le rimembranze che sono ricordi vividi e luminosi di quei dolci momenti che si è vissuto. E quanto è dolce accorgersi nel pieno del tuo eremitare, mentre si pensa agli amori vissuti, che tra le rughe sei ancora capace di sorridere.