Eremitare dai “like” per riprenderci l’anima


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Perché l’anima? La rete ci ha rubato la parte più profonda della nostra spiritualità che tenevamo gelosamente riservata anche al prete. Con l’avvento dei social, come in una slot machine, ci siamo giocati ogni pensiero più profondo, ci siamo lasciati andare al protagonismo più sfrenato fino a vendere i nostri segreti più intimi per un misero like.

Pubblichiamo, condividiamo, vendiamo perfino l’anima ad Diavolo perché qualche nuova amicizia, richiesta quasi elemosinando, possa apprezzare la foto che abbiamo postato di un tramonto mozzafiato, piuttosto che della poesia che ci era venuto naturale scrivere per accompagnare l’immagine con la nostra firma indelebile.
Indelebile, in quanto ogni cosa che postiamo vagherà nell’universo digitale per sempre e questo al di là delle sciocchezze che vi raccontano per spingervi al massimo a utilizzare la rete per ogni cosa: quasi anche l’anima fosse diventata, anche lei, una cosa.

Agli antipodi del tempo avevano già iniziato a descrivere le sembianze del Diavolo e qualcuno lo ha pure inciso e poi dipinto. Mi chiedo allora perché mai non potrebbe aver subito una metamorfosi, abbandonando le corna per strisciare in rete e rubarci l’anima.
Non è forse il mestiere del Diavolo, incantare l’uomo con gli spettacoli più mirabolanti in cambio di una promessa?

I social, diavoli moderni, promettono quella felicità virtuale che ci concede le stesse emozioni delle cose che si possono toccare. Anzi meglio: evitare il contatto reale ci protegge dalle frustrazioni, così come ricevere o dare un like va a sostituire il piacere del contatto fisico e relazionale, senza però il rischio di deludere l’altro. Il corpo di un bell’uomo o di una bella ragazza possono apparire bellissimi in una foto sapientemente taroccata e messa sui social. Un like ti eviterà di aver a che fare con l’eventuale (e reale) pelle butterata o con l’alitosi.

Accidenti, ma quando mai avremmo pensato di essere così tanto lusingati dai like per quelle stesse cavolate per cui da piccoli mamma e papà ci davano dei cretini e che oggi pubblichiamo su facebook?

Ovviamente c’è anche chi è in pieno disaccordo con ciò che postiamo, ma il conto finale dei like paragonato alle note negative avvantaggia i primi; non già perché diciamo cose ispiratamente intelligenti o pubblichiamo foto da galleria d’arte, ma solo per volontà del Diavolo che ci prema in cambio del possesso dell’anima.

Eremitare dalla rete e disintossicarsi dalle avventure digitali è una necessità per sopravvivere e al tempo stesso ritrovare la dimensione delle cose: al Diavolo che dispensa i like possiamo arrivare a vendere il cuore, ma accidenti, l’anima mai!
Le famose faccine (gli emoticon) non sono altro che gli innumerevoli volti del Diavolo da cui dobbiamo eremitare per riprenderci il nostro spirito…almeno per un po’.