• domenica , 19 novembre 2017

Eremitare

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C’era una volta l’eremita, l’asceta, l’anacoreta e tanti altri che si spartivano il mondo della riflessione, della contemplazione, dell’isolamento da una società sempre più invadente. Il termine eremitare di per sé non dice nulla, non esiste all’interno di queste antichissime discipline che sono più selettive e rigorose di quella stessa società che si è deciso di abbandonare. Dopo una breve ricerca in rete, e qualche informazione presa da un parente lontano che fa yoga – ho capito che non avrei capito – neanche se tornavo a scuola.

ascolta

 

Ed è allora che mi sono chiesto cosa intendessi per eremitare. Prima di darmi del matto ho cercato di indagare con qualche altro insoddisfatto della vita, e ho intuito che in fondo c’era un unico denominatore comune nel voler eremitare: un certo desiderio di allontanarsi dal reale nei momenti più insopportabili, ma da persone squattrinate e serie quali siamo, solo durante la pausa caffè! In sintesi, eremitare è come mimetizzarsi momentaneamente dalla comunità per leggere un libro, piuttosto che vedere un vecchio film in televisione, e tante altre cose.

Il punto è che una volta ti potevi sedere su una panchina e ascoltare i rumori del parco, e pure trovare il tuo momento di pace, oggi non è più possibile perché mentre sei lì beato in mezzo al cinguettio degli uccelli, e il suono del vento che accarezza le foglie degli alberi, vedi sbucare dal nulla una punta di poveri disgraziati – conciati peggio di te – che di chiedono insistentemente il carrello vuoto del supermarket per rimetterlo al suo posto e prendere i due euro di deposito. Ed ecco che rompi l’incanto per spiegare loro che il discount è a sei chilometri più avanti, ma ormai la magia si è rotta!

Poi ti suona il cellulare anche se non hai fatto la ricarica, e solo in quell’attimo ti ricordi che non puoi chiamare, però ricevi le telefonate di IREN che ti propone una nuova tariffa vantaggiosa – non sapendo che sei in fase di eremitare proprio perché non hai di che pagare la sua bolletta. Insomma, le distrazioni alla tanto desiderata concentrazione sono tante, troppe da sopportare per l’uomo della modernità. Da qui, via tutti i sogni dell’anacoreta per entrare nella fase di semi incoscienza rimbambito dal chiasso, per viaggiare nei tuoi pensieri in mezzo ad una piazza affollata dove passi inosservato e non spendi nulla. Un po’ rumoroso, ma come si dice, si fa l’abitudine a tutto – pur di eremitare!

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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