Eremita dalla vita che conduci e diventa crociato

C’è un momento in cui ti rendi conto di aver mancato ogni obiettivo: nulla di ciò che ti eri prefissato è successo…“rien de rien”, cantava Edith Piaf e, con la sua stessa malinconia, prendi coscienza che tutto quello che hai fatto è stato un vero fallimento. È giunto il momento di non rubare più l’aria che respiri.

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Una volta si diceva che ci si poteva ammalare di dolore fino a morire. Ecco, fino a morire. E nel frattempo cosa fai, coinvolgi le persone che ti sono vicine per farle soffrire, questa volta, accanto alla tua depressione?

No, una volta che ti sei accorto che quella è la strada che stai per imboccare, prima di trascinare nel baratro chi ti ama, è meglio mettere fine alla tua miserevole vita della cui fine ingloriosa solo tu conosci le ragioni. Inutile parlarne con altri… fuggono, perché sentono già al semplice avvicinarsi a loro, l’odore nauseabondo e acre della disperazione che ti porti dietro. È un sudore strano, senza aver sudato, quel buio che si vede nel profondo dei tuoi occhi inespressivi. Parlare significherebbe vomitare tutti i tuoi dispiaceri su chi, con generosità, ti ha prestato ascolto. Dunque, perché continuare a far del male con la consapevolezza di farlo?!

Eremita dalla vita, amico mio! Vattene, vattene come fanno tanti, senza tanto rompere le scatole, sparisci da questo mondo oppure, come sai, ci sono organizzazioni che ti fanno scomparire per poi farti riapparire da tutt’altra parte come fossero prestigiatori consumati.
Ecco, se proprio non te la senti di imbarcarti sul traghetto di Caronte, perché all’ultimo momento hai frenato la tua corsa verso il vuoto, allora affidati a questi abili illusionisti.
Nella nuova vita che ti hanno riservato, sarai riconosciuto e accolto per quello che sei in quel momento. Il tuo aspetto sarà quello che vedono, così come le tue stucchevoli seghe mentali potranno rimanere esattamente come sono.

Non devi più nascondere il tuo dolore. Non sai come reagirai, potresti persino scoprire che ti accetti e ti piace come sei. E persino sorgere a nuova vita. Un po’ come i crociati … non si diceva: “che sorga un cavaliere”?
Vedi, già la parola crociato potrebbe darti conforto, un nuovo scopo nell’accettare il tuo destino. Caro novello crociato, allora, eremita dall’esistenza che conduci finché sei in tempo.

Tanto tempo fa, il maesto Battiato cantava una canzone dal titolo “breve invito a rinviare il suidicio”, nel quale diceva che “questa parvenza di vita ha reso antiquato il suicidio. Questa parvenza di vita non lo merita”. Ecco, non ci sono più i crociati di un tempo, disposti a sacrificare tutto per qualcosa di supremo e di assoluto! E allora, per Dio, tanto vale non dare alcuna importanza a questa parvenza di vita che non merita altro che un eremitare.