Costretto ad eremitare, dietro la maschera della follia

La mia è stata una corsa pazzesca da quando sono nato, sempre proiettato in avanti senza godere il presente. In mezzo, amori, desideri, passioni travolgenti, ma non ho mai partecipato realmente a tutto ciò col cuore, che avrebbe dovuto andare a mille.

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La mia è la breve storia di chi non ha vissuto il presente ed è stato puntualmente costretto a eremitare!

D’altronde, l’ho sempre trovato l’unico modo per non essere soffocato dai sensi di colpa che, come allentavo un poco il ritmo della mia vita, si affacciavano prepotentemente alla porta dell’anima; pensate, mi venivano gli attacchi di panico solo a vedere la fila interminabile di tutti i sensi di colpa accumulati. Solo a vederli in schiera, ordinatamente in fila indiana, la mia reazione era di chiudere immediatamente la porta in faccia a ogni senso di colpa che timidamente provava a bussare, senza neanche ascoltare il primo lamentoso che chiedeva conto del mio comportamento.

Con una morsa alla gola, letteralmente, mi buttavo dalla finestra, proprio di fronte all’ingresso dell’anima, per respirare più aria che potevo e, in apnea, eremitare in avanti come avevo sempre fatto.

In questo girone infernale dantesco, ero consapevole che me ne sarei andato da questa vita solo come un cane pulcioso.
Quando verrà quel giorno, vorrei aprire il vaso di Pandora della mia molto poco onorevole esistenza e chiedere scusa a tutti. Sì, proprio a tutti! Il punto è che non lo farò però come un vero e proprio atto di pentimento. Semplicemente, perché, vista la lunga coda alla mia porta, ho solo egoisticamente intenzione di allungare la permanenza su questa terra, annoiata e bastarda come è sempre stata.

Quando me ne andrò il mondo non diventerà più povero perché, salito sul traghetto di Caronte, tutte le persone che hanno contato su di me, torneranno a vivere. Beh sì, magari un pianto al mio onore me lo concederanno… ma liberatorio.

E allora vattene immediatamente, mi dico, tu che sostieni di non aver mai vissuto! Metti fine ai tuoi tormenti e a quelli delle persone che ti hanno amato. Libera la loro anima! Lascia questo mondo che, come dici, non è mai stato il tuo, anche se hai respirato l’aria e bevuto l’acqua che non ti apparteneva. Perché hai vissuto… eccome se hai vissuto! Altro che costretto a eremitare, dietro la maschera della follia.