• domenica , 19 novembre 2017

Addio alla corte dei miracoli

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Non passa giorno che “Il postino suona sempre due volte”, solo che se è un lui non si tratta di Jack Nicholson e se è una lei certo non somiglia Jessica Lange, poi la trama del film è ben lontana dal ragazzino assunto part time che ti consegna giornalmente quelle lettere di cui già conosci il contenuto; mai il plico di uno amico che ti scrive dall’Africa e allega per te un dente di leone, ma solo bollette da pagare.

ascolta

A quanto pare “il grande artefice di ogni cosa” ha ritenuto che i problemi fossero il sale della vita e essenziali allo sviluppo dell’uomo, altrimenti non avrebbe mai permesso che ce ne fossero tanti a tormentarci la giornata, a volte perfino a confonderci e dubitare se noi siamo veramente noi; come a rifiutare una realtà tanto assurda da apparire addirittura paradossale.

I più pragmatici non capiscono il motivo che spinge l’uomo a rifiutare il presente fino a spingerlo a eremitare, loro (i pragmatici) ritengono che per quanto sia angosciante la difficoltà del momento c’è sempre una soluzione al problema, basta affrontarlo! Bontà loro, in genere ritengono che non è mancanza di intelligenza eremitare, ma la paura di affrontare il presente.

Mentre il nostro gruppetto di eremitaggio stava ad ascoltare le parole del signor “io sono sicuro che”, quando lo abbiamo sentito affermare che la causa del rifiuto della realtà è dovuta ad un blocco mentale e poi si è spinto fino ad ipotizzare una certa influenza negativa di uomini che condizionano altri uomini che arrivano a paralizzare e limitano la capacità di raziocinio, siamo scattati in piedi come un sol uomo e in perfetta sincronia di suono lo abbiamo mandato affanculo (il pragmatico). E poi siamo partiti canticchiando per il nostro consueto eremitare.

Come disse Ralph Waldo Emerson, – filosofo, scrittore e saggista statunitense -, “la vita di un uomo è fatta di quello che pensa durante il giorno“. Noi, eremiti della domenica, siamo i primi ad aver capito che pensare in termini positivi annulla ogni influenza esterna e non solo, creiamo un ambiente favorevole al successo, per questo motivo eremitiamo. Non saremo come Waldo il filosofo, ma non siamo scemi, ci rendiamo perfettamente conto che se pensiamo in termini negativi non eremitiamo più e diventiamo soggetti esposti al fallimento della nostra vita.

Dal postino a Emerson il saggista americano, oggi è come avessimo eremitato all’infinito per non farci inchiodare alle nostre responsabilità che ci impedirebbero di viaggiare in ogni dove fino ad attraversare i muri del pensiero più profondo. Invece, i pragmatici, vorrebbero imporci di sfondare i muri con la testa per arrivare dritti all’obiettivo, ma di cosa? E, poi, per cosa? Caro Ralph, noi eremitari siamo in perfetta sintonia con le tue parole “la vita di un uomo è fatta di quello che si pensa durante il giorno”.

Eremitare in silenzio e soprattutto abbandonare la corte di miracoli che ci soffoca, è come spazzare via la sfiducia, il rancore, i rimorsi e l’ansia; quindi, eremitiamo.

 

 

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