• domenica , 19 novembre 2017

Voucher: una questione di serietà!

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Al di là dei contenuti, dei nomi, e dei distinguo, nei fatti tornano quei voucher che i sindacati chiedevano di abolire da tempo, al punto che avevano raccolto le firme per un referendum poi disinnescato dal Governo, che con un decreto legge li ha cancellati per evitare un’altra debacle elettorale, dopo quella del 4 dicembre scorso.

ascolta

 

Ora, la manovrina per l’Europa sta per essere approvata, e guarda un po’… rispuntano i voucher, oltretutto  sotto  mentite spoglie, dimostrando davvero di essere stati eliminati solo per il timore del referendum, evitato quindi con l’inganno.

Scampato il pericolo, il Governo con un ripensamento dell’ultimo minuto li rimette in circolazione con altro nome. Li rimette? Non lo sappiamo ancora con certezza per le rimostranze sindacali, ma sembra proprio di sì, anche se, come dicevamo, con qualche distinguo!

Dunque, la manovra da 3,4 Mld. sta per essere definitamente approvata, e questa dei voucher potrebbe essere la mossa a sorpresa contro quei sindacati che avevano osato sfidare i poteri mezzi forti del Paese di cui loro stessi fanno parte. Siamo alle solite, le cose in Italia si fanno e anche non si fanno, nel senso che per essere sicuri di avere conto delle proprie ragioni bisogna aspettare il terzo grado di giudizio, metaforicamente parlando! Anni e anni di Ping pong per arrivare alla verità dove i più bravi sono sempre i malfattori, perché nuotano con disinvoltura in acque che conoscono bene: Matteo Renzi ha ragione quando le chiama “paludi”!

Di per se i voucher non sono così importanti, per quanto è importante invece avere per l’ennesima volta perso la faccia e la fiducia delle persone per non aver onorato un impegno. Ma che esempio di coerenza viene dato ai cittadini? Non entro in merito ai voucher, compito che lascio volentieri agli addetti ai lavori, ma non possiamo chiedere serietà ai cittadini quando lo stesso Governo manca le promesse. Perché queste figuracce agli occhi di un’Europa che ci osserva, e sopporta solo perché ne siamo Paese fondatore? Un buon padre di famiglia educa i propri figli con l’esempio, certo non con le parole!

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