• domenica , 19 novembre 2017

Vietato sbarcare: Gisettini a spasso

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPin on PinterestEmail this to someone

L’Editoriale “VOCE” di oggi lo dedichiamo all’Odissea vissuta da 1.500 naufraghi costretti ad una navigazione forzata, su una nave di MSF stipata all’inverosimile, fino al porto di Napoli nonostante i moltissimi bambini, donne in stato avanzato di gravidanza, e la mancanza d’acqua!

ascolta

 

Infatti, presi a bordo in più operazioni di salvataggio davanti alle coste libiche dalla nave di Medici Senza Frontiere, sono stati costretti a vagare di porto in porto, senza cibo e senza acqua (così denuncia il portavoce di MSF) per approdare solo oggi a Napoli (domenica per chi ci legge). Come è noto, e anche meno noto, in questi giorni era impossibile sbarcare in Sicilia, almeno per i migranti, per lo svolgersi della festa dei Gisettini. Quegli stessi Gisettini che avevano trovato, come unico punto di condivisione, l’accoglienza di quanti fuggono dalle guerre e dalla disperazione da quei Paesi dilaniati dalle armi fornite dall’Occidente.

Che ipocrisia, da una parte forniscono i cannoni e dall’altra salvano i superstiti dei conflitti. La mostruosità di questa evidenza dovrebbe fare inorridire un mondo che, invece, non inorridisce affatto. Ma torniamo all’Odissea della nave di Medici Senza Frontiere carica di migranti, che avrebbe dovuto avere il permesso di approdare nell’isola immediatamente, altro che vagare come un’anima in pena. Ma questi personaggi sono così insensibili che non hanno manifestato neanche l’idea di un’atto di solidarietà che avrebbe certificato le parole che avevano pronunciato poco prima sull’accoglienza.

É un po’ come non avessero voluto vedere l’orrore nelle facce dei naufraghi sopravvissuti ai grandi gommoni assassini. La sicurezza ha impedito un gesto umano. Certo, la sicurezza avrebbe bisticciato con le sessanta auto di scorta del solo Donald Trump, di cui tre a prova di bomba e gas saarin, quello stesso gas usato recentemente in Siria. Ritengo la classe dirigente di oggi così arida e arrogante che non riesce neanche a comprendere come si possa partecipare ad una situazione difficile con un semplice gesto solidale. Sono i fatti che contano, molto meno le parole!

Solo ieri Francesco girava per Genova in mezzo alla gente con amore e disinvoltura senza preoccuparsi minimamente della sua incolumità, e questo è solo l’ultimo dei suoi continui gesti che hanno lo scopo di comunicare agli ultimi della terra che tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio. O Francesco è bravo, e va bene lo stesso, oppure i Gisettini non sanno nemmeno come gestire le rispettive immagini, che avrebbero potuto solo che guadagnarne in simpatia autorizzando lo sbarco siciliano di 1500 migranti stremati, senza cibo e acqua, stipati a bordo della nave di Medici Senza Frontiere.

Post simili