• domenica , 19 novembre 2017

Macron e la sua Richelieu in gonnella

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L’origine del detto “a fianco di un grande uomo c’è sempre una grande donna” è incerta, anche se alcuni la attribuiscono alla scrittrice Virginia Woolf, altri la fanno risalire ai latini poiché un loro proverbio citava: “Dotata animi mulier regit”, cioè “Una donna provvista di coraggio sostiene e consiglia il marito”.

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Non vi è dubbio che la cultura di Governo a Emmanuel Macron non manca, della breve storia che ci è dato conoscere sembra essere stato educato al ruolo di Presidente della Repubblica di Francia sin da giovane. E pare proprio che la professoressa Brigitte Trogneux, sposata Macron dal 2007, abbia avuto un ruolo fondamentale nella ascesa del suo uomo all’Eliseo, è lo stesso marito che dice: “Devo a lei il mio successo”.

Brigitte Trogneux insegnava letteratura alla scuola dei gesuiti La Providence di Amiens. Aveva 36 anni, un marito che si occupava di finanza, André-Louis Auzière, e tre figli. Emmanuel Macron era un suo studente. Leggeva poesia ad alta voce nella classe, aveva 17 anni e si è innamorato della sua professoressa. “Scrivere ci ha fatto incontrare il venerdì e questo creò una sintonia incredibile tra noi”, ha detto l’ex professoressa nel documentario Macron, la stratégie du météore. Ha aggiunto: “Alla fine l’amore vinse e ho divorziato da mio marito. Non sono riuscita ad evitarlo. I miei genitori, che erano molto grandi, non erano d’accordo, ma per me la differenza di età non era un problema. La cosa più importante era il giudizio dei miei figli, che lo accettarono, il resto non conta”, ha raccontato la Trogneux in un’intervista.

Questa favola di ultima generazione sembra proprio raccontare che l’abile Richelieu che ha costruito la nuova Francia si identifichi in Brigitte, poco importano i teoremi secondo cui alla professoressa furono gli stessi gesuiti a chiedere di segnalare uomini con le caratteristiche per ricoprire possibili ruoli di comando. E anche poco importa se è vero, o inventato, quello che si favoleggia, perché come in tutte le favole degne di essere raccontate ci deve essere un’aria di mistero.

Le figure degli uomini della storia sono sempre state enfatizzate non per le gesta, che in molti casi non hanno riscontri certi, ma per ciò che si è raccontato dei personaggi. I narratori hanno sempre disegnato i protagonisti e fatti diventare una volta poeti, un’altra regnanti e un’altra ancora uomini crudeli. Noi siamo sempre lì…che li ascoltiamo a bocca aperta, anche se oggi chi canta i poemi ha la voce metallica dello smartphone che ha sostituito la voce calda del nonno: abilissimo nel farci addormentare.

Quella di Emmanuelle Macron e della sua Brigitte è certamente una bella favola, con quel tocco di mistero giusto perché possa essere raccontata nel tempo a venire, se poi è lei la Richelieu in gonnella ne siamo felici, per i francesi e per l’Europa che insieme a Emmanuel Macron, vogliamo tutti rifondare per affrontare le sfide del secolo in corso.

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