• lunedì , 20 novembre 2017

Ignoriamo i fanatismi

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Se ogni volta che tuona il temporale, – e in estate questo capita spesso -, nei quattro punti cardinali arriva la notizia di un possibile attacco terrorista, ecco che l’anonimo imbecille jiadista si esalta, esce dalle fogne in cerca dell’immortalità al grido di “Allah akbar” facendosi esplodere per davvero.

Invece, se non diamo importanza, almeno ai fatti marginali non comprovati, penso che si potrebbe disinnescare la carica esplosiva che è nella testa malata del potenziale fanatico integralista.

Ascolta

 

Ritengo che questa possa essere una strada percorribile per emarginare i milioni di possibili esaltati che cercano la morte inneggiando impropriamente ad Allah, che non c’entra nulla con la violenza.
Nello specifico, mi riferisco all’episodio di Melbourne, dove un presunto attentatore prende in ostaggio una prostituta, spara e ferisce tre agenti prima di essere a sua volta ucciso, la donna è salva. Le notizie raccontano che l’uomo poco prima di morire ha chiamato un canale televisivo locale affermando di agire in nome di Al Qaida e dell’Isis.

In serata è arrivata pure la rivendicazione del Califfato, che attraverso la sua agenzia, l’Amaq, ha affermato che il killer era davvero uno dei loro soldati. Sarà vero tutto questo? Mi chiedo se al telefono qualcuno ha certificato che il “terrorista era un terrorista”, della serie garantiamo noi califfi!

Oppure è una trovata dell’imbecille di turno che ha messo in ansia il mondo intero per avere un rapporto sessuale gratuito?! Sono quasi certo che la maggior parte dei teppisti della terra che vantano un nome dal sapore medio orientale, come nel caso dell’Australiano Yacqub Khayre, hanno gioco facile per diventare personaggi del giorno grazie alle nostre paure.

Il dramma vero è che il contagio della notizia puo’ attivare il virus della follia nelle persone meno sospette, che si convincono di farsi esplodere davvero in mezzo alla gente dall’altra parte del mondo, solo perché infettate dall’odio e dalla pazzia, spesso a loro insaputa. Dobbiamo essere i primi a capire e ad agire, e come in tutte le cose ci vuole equilibrio e buon senso.

Accertata l’impossibilità che la metà del mondo possa indossare i panni del poliziotto per investigare sulla rimante metà, meglio sottacere i fatti marginali di cui non si ha prova certa, perché sono tante le organizzazioni “criminose” che possono trarre vantaggio dal panico collettivo: la “finanza”, solo come termine generico, per esempio, potrebbe essere una di queste!

Si, ignoriamo i fanatismi e le rivendicazioni tout court di ogni follia strumentalizzata ai soli fini propagandistici, per alimentare il nostro panico e la nostra paura.

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