• lunedì , 20 novembre 2017

Traffico dei migranti, un orrore senza fine

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Dopo anni in cui in Italia spariscono migliaia di bambini, le donne vengono importate come fossero merce umana da piazzare sul mercato della prostituzione, e il “traffico” di organi che pare renda più della droga, ci accorgiamo di questo mostruoso fenomeno dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Ma, va’?

ascolta

Al solito, accendiamo qualche giorno i riflettori per manifestare il nostro sdegno, poi tutto torna nell’oblio! Passi quando la tecnologia di ultima generazione la vedevamo nel film di fantascienza, ma oggi che riusciamo – in tempo reale – ad ascoltare/vedere quello che succede dall’altra parte del pianeta, l’infame fenomeno è insopportabile.

Sono passati venti anni da quando, con l’allora presidente della Repubblica di Albania Alfred Moisiu, insieme a Davide Nitrosi del “Resto del Carlino” denunciavamo – da Tirana – il fenomeno del traffico degli organi umani. Mai per così tanto tempo l’informazione ha tenuto i riflettori accesi sull’argomento, al punto che l’inchiesta ottenne il riconoscimento dalla presidenza della Repubblica italiana. Esattamente come oggi, quelle drammatiche situazioni erano la diretta conseguenza della Guerra.

Le violenze esercitate sulle persone sono nei fatti che accadono, riempirsi la bocca con i propositi delle buone intenzioni di rispettare i diritti umani è altra cosa. Altra cosa nel senso, per esempio, che la Cina li viola ripetutamente, ma non si sogna nemmeno di volerli insegnare al mondo; negli Stati Uniti (pari potenza economica, perché i soldi contano, accidenti se contano!) invece, si violano ancora e questo succede a poco più di 200 anni dalla nascita di Abramo Lincoln – vedi i soprusi subiti dalle persone di colore, Guantanamo e la pena di morte applicata in molti Stati confederati.

Nessuna critica al re, per carità, però è in questo modo che stanno le cose: “i soliti due pesi, e le solite due misure”! Il traffico degli esseri umani oggi è particolarmente insopportabile, oltre che odiosamente ipocrita, perché ampiamente conosciuto. Un rito antico che si perpetua nei secoli lasciando al vento il compito di portare via i “cattivi odori” dell’uomo che assoggetta con la violenza l’altro uomo.

Amo follemente la democrazia, fosse altro perché permette di esprimere liberamente il proprio pensiero senza il timore di condanne: almeno in Occidente qualcosa di buono lo abbiamo davvero conquistato!

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