Thailandia: il grande spettacolo della solidarietà


In Oriente, palcoscenico, sceneggiatura e spettacolo sono impeccabili. La Thailandia è un Paese tra i più conosciuti tra gli occidentali. A Bangkok, i turisti hanno sempre gradito i sapori, i colori di una vita locale vissuta nell’acqua torbida del fiume – apprezzata dai suoi abitanti al punto che la chiamano “acqua speciale” -, dove i ragazzini fanno tranquillamente il bagno e gli adulti si lavano il viso.

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Le migliaia di ragazze esposte nelle vetrine, con tanto di numero, delle case di piacere nelle quali puoi sollazzarti in un gradevole “body massage”, attirano i maschi curiosi un po’ da tutto il mondo ed è una singolare caratteristica della capitale thailandese.
Il vecchio Siam è un luogo che non infastidisce nessuno, un Paese di brava gente che vive la povertà col sorriso che sembra raccontare la felicità di una vita semplice, umile ma dignitosa.

Ebbene, in questo teatro ideale, il mondo ha messo in piedi lo spettacolo più gettonato degli ultimi giorni. Ci ha tenuto in apprensione per il mirabolante salvataggio di 12 giovani con la passione del calcio che un avventuroso allenatore aveva portato a fare una spedizione speleologica amatoriale. Una gita, a suo vedere, che non doveva rappresentare rischi, almeno nell’idea dell’intraprendente allenatore che li ha guidati.

Il destino ha voluto che, a causa delle intense piogge, il gruppetto capitanato dall’adulto facesse perdere le tracce della squadra per parecchi giorni, fino a quando i ricercatori non sono riusciti a individuarne la presenza, organizzando il salvataggio diventato in sole poche ore il più emozionante e spettacolare mai messo in scena.
Il mondo ha offerto il meglio di sé partecipando unanime alla titanica operazione di recupero mai tentata.

Il messaggio che se ne trae è quello che quando gli uomini che abitano la terra fanno squadra non c’è ostacolo che possa fermare il soccorso: sembrano quasi le prove generali per una difesa terrestre contro inquietanti alieni.
Quando accadono queste cose prendiamo coscienza che il nostro pianeta è nient’altro che un piccolo villaggio dove tutti si conoscono e collaborano: una pulce della galassia all’interno della quale dovremmo davvero vivere il tempo concesso in armonia.

Invece, a parte questi rari episodi che hanno del miracoloso, partecipiamo alla vita planetaria con il coltello fra i denti. Assistiamo a una sopraffazione degli uni sugli altri al solo scopo di accomodarsi il più comodamente possibile sul traghetto di Caronte, che ci accompagna ai limiti di questa vita per un’altra dove non possiamo portare nulla, se non la nostra anima.
Anche se allestito come spettacolo, il messaggio dei ragazzi thailandesi è nient’altro che una cometa portatrice di fede.