• domenica , 19 novembre 2017

Quotidiane estorsioni

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L’estorsione, molto spesso è un reato commesso con la compiacenza della vittima condizionata da uno stato di oggettiva inferiorità, un’abile e raffinata coercizione psicologica che induce la persona in stato di bisogno ad accettare, suo malgrado, le garbate richieste dei doppiogiochisti; tutti coloro che sono carnefici e protettori allo stesso tempo.

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Richieste che si spingono fino ad ottenere un ingiusto e scorretto profitto, oltre che al condizionamento emotivo del più debole. Insomma, sono quelle attività che vengono utilizzate dalle organizzazioni mafiose per intimidire uomini e interi territori; l’esempio del pagamento del pizzo è il più diretto perché qualcuno si offre di proteggere qualcun altro, previo compenso, dalla stessa mafia per cui lavora.

Chi approfitta di uno stato di bisogno reale o psicologico (il più odioso) chiede con falsa gentilezza sapendo di ottenere quello che vuole; magari hai una malattia che non vuoi si sappia e il medico ti chiede una cortesia che non puoi rifiutare, così come un avvocato che trascura la tua causa perché si è innamorato del tuo orologio e per timore ti senti costretto a fargliene dono. Il capolavoro dell’ipocrisia sta nel fatto che i due vogliono pagare sapendo che rifiuti.

Molte sono le donne nel mondo che si prostituiscono per fame e chi ne approfitta sostiene che si sono concesse liberamente. Proviamo ad immaginarci svegli in sala operatoria con il chirurgo che ti confida che vorrebbe comprare la tua macchina, sei in condizione di respingere l’offerta? O se l’avvocato, mentre sta entrando in udienza per difenderti, si innamorasse della tua cravatta, ti rifiuti di fargliene dono?
Lo stesso vale per un direttore di banca che fa delle avance ad una donna mentre decide se rinnovarle un fido, può rifiutare (la donna) il corteggiamento con il rischio di fallire?

Stupidi esempi che ci aiutano a capire quanto è difficile trovare quel filo sottile, quasi invisibile, che aiuta la giustizia a fare giustizia; ecco perché ci sono alcune situazioni e professioni che dovrebbero avere regole più stringenti, in quanto conoscere i segreti delle persone, se non sei uomo etico e con un gran senso dell’onore, inesorabilmente, a volte, anche involontariamente, sei portato a dileggiare ed approfittare di chi si è rivolto a te per chiedere aiuto.

L’escalation dell’estorsione è infinita negli esempi che sono visibili e terribili, allo stesso tempo, ma difficilmente provabili; da qui la mortificazione delle persone che subiscono i “soprusi” senza poterli dimostrare per difendersi, perché chi ne approfitta ha sempre un atteggiamento esterno tranquillo e suadente: altrimenti non ci sarebbero tante violenze.

Di violenza in violenza, dove non c’è né prova ne difesa, però, il femminicidio e lo stupro sono diventati quasi una normalità e in certi casi perfino si rimproverano le vittime perché magari belle e appariscenti. L’errore che facciamo è di cercare l’omicida con la faccia da omicida, sia esso italiano o straniero e non ci viene in mente che potrebbe essere il medico, l’avvocato di famiglia o il funzionario di banca, per esempio; ecco perché quando ne veniamo a conoscenza rimaniamo stupiti.

Anche il confessore, allora? Certo, anche il tuo confessore! Le nuove povertà e i bisogni di ultima generazione sono tentazioni a delinquere che dobbiamo stroncare sul nascere; un po’ come nei casi di terremoti o alluvioni, dove se vieni preso a rubare sei processato per direttissima.

Oggi, in ambito sociale, viviamo questa gravità, questa emergenza; ecco perché ci vuole assoluta severità con chi commette atti di estorsione, soprattutto psicologica, che inducono la vittima a soccombere alle richieste del carnefice vestito dei panni del perbenismo borghese.

Ph: Dorothea Lange

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