Il protocollo del pensiero

Una volta quando si voleva conquistare il potere senza il consenso dei cittadini si ordiva un colpo di Stato; il rovesciamento di governi eletti democraticamente con il brutale aiuto degli eserciti e l’oscuramento delle notizie.

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È un po’ quello che ancora succede in molti Paesi africani a cui ancora basta solo l’esercito per soffocare ogni protesta; in Turchia, invece, abbiamo assistito ad una vera e propria coercizione nei confronti della stampa libera da parte di Erdogan, per soffocare ogni notizia contraria al suo Governo, ma a parte l’effetto propaganda non è servito a nulla.

Ci ha riprovato Donald Trump, durante la sua campagna elettorale e successivamente da presidente a boicottare l’informazione, ma non sappiamo quanto fossero boutade propagandistiche – facciamo gli scongiuri perché sia davvero così. I colpi di Stato per riuscire hanno bisogno di spegnere l’informazione e invadere con i carri armati ogni centro nevralgico del Paese, ma se non riescono a imbavagliare la stampa sono inesorabilmente destinati a naufragare.

Il controllo del pensiero è sempre stato fondamentale nelle dittature, quella comunista ne è un esempio inconfutabile. Oggi, a parte alcuni Paesi dove dicevamo che è ancora sufficiente la sola forza bruta per dominare, nel resto del mondo la cosa non funziona più, proprio grazie a quella informazione di ultima generazione che si chiama “rete”.

Certo, si possono chiudere i giornali e distruggere le antenne televisive, ma le notizie viaggiano lo stesso e più velocemente di prima. Cosa fare, allora? Come possono esercitare il loro potere i satrapi del Pianeta? Rimarranno tutti disoccupati? Macché, si stanno attrezzando perché i cittadini della Terra possano “seguire a comando” il protocollo del pensiero – e mi pare ci stiano riuscendo dai risultati ottenuti.

Infatti, miliardi di persone credono di aver conquistato la libertà solamente perché possono esprimere tutte le cretinate che gli vengono in mente. In realtà, ognuno di loro è controllato al punto che il “grande fratello” della contemporaneità ne conosce ogni suo più recondito segreto, desiderio, tendenza o gusto che sia. Materiale prezioso per fare un colpo di Stato planetario.

Ho letto troppi libri di Urania? Può essere, però a Davos quest’anno è stato certificato che un pugno di uomini, nel senso letterale, possiede la metà della ricchezza del Pianeta e di questo drappello ne fanno parte i proprietari dell’informazione mondiale. Ai produttori di armi è rimasta la presidenza onoraria. Per precisare, ricordiamo che Il “protocollo del pensiero” non è stato imposto con le bombe – ognuno di noi ha deciso di applicarlo a sé stesso di spontanea volontà… o imbecillità, ma questo decidetelo voi.